martedì 3 maggio 2011

DANZIG BALDAEV - DISEGNI DAL GULAG

Danzig Baldaev nacque nel 1925 a Ulan-Ude, nel centro-est della Russia ed era il figlio di un etnografo che era stato arrestato come "nemico del popolo".
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Crebbe quindi in un orfanotrofio per i figli dei "nemici" , ed in seguito prestò servizio militare nella seconda guerra mondiale.
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Fu "costretto" dalla NKVD (precursore del KGB) a lavorare come secondino nel carcere di Kresty a Leningrado, oggi San Pietroburgo.
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Il suo lavoro come dipendente e appartenente al sistema penale dei soviet lo portarono ad accumulare esperienze in tutta l'Unione Sovietica, e le conseguenze psicologiche della sua professione sfociarono nella realizzazione di un lavoro in cui l'insieme delle nefandezze con cui era venuto a contatto costituirono i detriti su cui poggiò la sua testimonianza terrificante di pornografia sadica, che dedicò, nel 1988, ad Alexander Solzenicyn.
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La sua opera, sebbene Baldaev non fosse un pornografo nel senso convenzionale, è stata comunque inondata dalla pornografia, poiché l'autore, a causa del suo lavoro nei gulag, era circondato dal sadismo pornografico che caratterizzava la macchina punitiva sovietica.
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Baldaev era un antropologo dilettante, a cui era però stato negato l'accesso all'istruzione, a causa della ignominia politica addebitata alla sua famiglia dal Regime Comunista, ma lottò comunque per testimoniare, mediante una vera e propria anatomia fatta di disegni, la realtà di un sistema che aveva creato l'inumano apparato repressivo di cui egli stesso era involontario complice.
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I suoi disegni e le descrizioni si imprimono terribilmente nella fantasia, a causa della cruenta drammaticità :
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in una delle sue immagini, tre donne nude, emaciate, talmente stremate dalla fame e dal lavoro che i loro uteri hanno subìto un prolasso, sono in fila davanti a un medico del campo sotto un cartello con l'effigie di Lenin che recita :
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"Colui che non lavora, non mangia ".
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In un altro disegno, i lavoratori malati sono cotti a vapore in una sauna, e poi trascinati nudi a temperature sotto lo zero.
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In una delle pagine più nauseanti, una giovane donna che ha rifiutato le avances sessuali dei suoi rapitori, si ritrova legata ad un albero in cima ad un formicaio nel bosco siberiano, con un tubo inserito nella vagina, in modo che le formiche possano attraversarlo e addentrarsi dentro il suo corpo.
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Il carceriere Danzig Baldaev è morto nel 2005, un paio di anni dopo la pubblicazione del primo volume della serie Tattoo (a cui sono seguiti poi un secondo ed un terzo volume) , che illustra i suoi disegni relativi alla subcultura dei tatuaggi nata nelle prigioni e nei campi correttivi in Russia.
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Il suo è un viaggio nell'estetica dei tatuaggi, a cui ha dedicato 28 anni della sua vita, dal 1948 al 1986, in una lunga analisi che racconta per simboli la storia di chi li porta, e descrive ( tramite, appunto, i tatuaggi) il disprezzo dei carcerati verso la società, il sistema politico, e la giustizia.
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Successivamente, la vedova di Baldaev ha permesso la pubblicazione dei “Disegni dal gulag” realizzati dal marito.
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Da questi disegni emerge chiaramente che, anche se egli lavorava come guardiano all'interno del Gulag, si sentiva in forte contrasto con il sistema repressivo sovietico.
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Nonostante la crudezza e la drammaticità che emergono dai particolari più grotteschi e aberranti focalizzati nei suoi disegni, non si può liquidare il suo lavoro come risultato di una mente disturbata, in quanto, parallelamente, trovano riscontro le testimonianze di storici insigni, e di autori del dissenso del calibro di Varlam Salamov, di Aleksandr Solzenicyn, ecc.
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Poche sono le immagini esistenti riguardanti i gulag, e i disegni di Baldaev costituiscono quindi un importante documento di testimonianza, così come quelli presenti nel libro “Quanto vale un uomo” di Evfrosinija Kernsnovskaja, una donna sopravvissuta al Gulag ( di cui ho già trattato in un precedente post ).
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Accludo nel post alcuni dei disegni tratti sia dalla pubblicazione della serie “Tattoo” che da quella dei “Disegni dal Gulag”.
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Con la divulgazione di questi disegni e di questo autore, Danzig Baldaev, vorrei aggiungere un altro tassello alla conoscenza di un argomento per troppi anni colpevolmente ignorato, e cioè quello dei gulag sovietici.
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Troppi intellettuali comunisti, complici di un trend “culturale” per cui si tendeva a nascondere e a manipolare verità scomode, hanno osservato per lunghi anni un silenzio totale sui molteplici crimini compiuti in quel paradiso a cui molti di loro stessi facevano riferimento :
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l'Unione Sovietica di Stalin !
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Ancora oggi c'è chi soggiace succube al fascino perverso di un comunismo e di una ideologia marxista che metamorfizzano tutto ciò che può far comodo, e che, ancora, con una colpevole ostinazione tentano di stravolgere il senso delle cose.
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Non è di molto tempo fa l'attacco da me subìto, messo in atto da esponenti politici di movimenti a prima vista lontani dalle logiche di partito, in occasione di un post sui martiri delle foibe.
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Per il solo motivo di aver ricordato i caduti istriani, uccisi dai criminali comunisti di Tito, sono stato tacciato di essere fascista, e mi hanno minacciato di farmi chiudere il blog !
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Naturalmente, tutto ciò ha contribuito a convincermi maggiormente nel perseverare e a continuare la mia opera di diffusione di quelle verità nascoste che tutti dovrebbero, invece, conoscere...
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Invito, anzi, tutti coloro che vogliono diffondere aspetti meno noti, o particolari tenuti finora nascosti di realtà misconosciute, o verità travisate appositamente da coloro che manipolano le coscienze, a dare voce al dissenso che nasce spontaneo e che si palesa in coloro che rifiutano di essere inglobati da un sistema che fagocita l'informazione.

Il blog è anche a loro disposizione, per fare da cassa di risonanza... ed ampliare la verità oggettiva, storica...
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Dissenso
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