giovedì 25 agosto 2011

CHIESA CATTOLICA E PEDOFILIA

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La volontà di appartenere o di affiancarsi ad un qualche movimento religioso, oppure a filosofie di ispirazione mistica, è di per sé un sintomo di voler estrinsecare le proprie prerogative intellettuali, legate ad ancestrali richieste di spiritualità, che sono insite all'interno di ogni essere umano.
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La richiesta di “contatto” con una qualsiasi delle entità propagandate dalle diverse religioni, rappresenta un segnale di come l'animo umano sia, a volte, insufficiente a sostenere da solo, l'onere del progredire quotidiano.
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Le difficoltà della vita, così come la mancanza di amore, oppure una sensibilità particolarmente sviluppata, o altri mille motivi, inducono le persone a rivolgere la propria attenzione verso il mondo del misticismo, dei profeti, e delle entità divine che dir si voglia.
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La possibilità di individuare un riferimento ancestrale a cui fare riferimento interiormente, come un faro che indica la via da seguire, rappresenta per milioni di persone una dichiarazione di intenti, in cui si manifesta la volontà di aggregarsi, di pregare, di collaborare, di vivere, di amare, alla ricerca di una gratificazione intrinseca dal sapore mistico.
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Forse per questo, Karl Marx scrisse, equivocando, la sua famosa dichiarazione :
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La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito.
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E' l'oppio dei popoli.
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Marx ha evidentemente approfittato del coinvolgimento globale delle coscienze mondiali, per esautorarne lo spirito di fratellanza generale, individuabile nelle retrospettive culturali di riferimento, e ha semplificato una analisi che, in realtà, va molto oltre queste semplici ma esplicative parole.
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In realtà, solamente l'ultima frase ( la religione è l'oppio dei popoli) può, in qualche modo, trovare corrispondenza, forse, nella simbiosi tra gli esseri umani e le divinità, qualunque esse siano.
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La definizione, però, deve discostarsi dal contesto dell'intera frase di Marx, in quanto si possono riscontrare elementi di difformità notevoli, soprattutto nella sua allusione ad un mondo senza cuore e mancante di spirito.
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E' esattamente il contrario, e lo provano la palese contestualità di milioni di fedeli appartenenti al mondo della spiritualità stessa, le intime preghiere rivolte a Divinità di riferimento, e la fervente propositività di coloro che si offrono totalmente alla meditazione e allo spiritualismo.
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Talora, le coscienze possono però essere manipolate, e divengono quindi ostaggio di movimenti religiosi che, interpretando a proprio comodo le prerogative insite nella dottrina in questione, ne stravolgono gli assiomi e le finalità ultime.
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E' il caso dell'integralismo islamico, che estremizzando a suo comodo certe interpretazioni del Corano, istiga le masse alla violenza, così come annichilisce anche il ruolo della donna nella società, rifiutando l'occidente, e considerandolo come un mortale nemico da distruggere a qualunque mezzo.
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A volte, però, il nemico della Religione stessa, in quanto tale, è da ricercare molto vicino ai suoi medesimi insegnanti, quando non, addirittura, all'interno delle Chiese e dei luoghi di culto.
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In particolare, mi riferisco ai ministri del culto cattolici, ai Sacerdoti e ai Vescovi, oppure ai Cardinali, che a volte trovano corrispondenze di collusione con episodi di inqualificabile squallore.
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Sempre più di frequente, infatti, le cronache dei quotidiani riportano le sintesi di vicende che si rifanno a pratiche aberranti compiute dai religiosi verso minori innocenti, e che sono da catalogare sotto il nome di pedofilia.
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Questa grave e maniacale distorsione della psiche, è già di per sé nefasta e ignobile, ma diventa ancor più ripugnante allorquando gli interpreti di tale pratica sono i preti, cioè i rappresentanti, le guide, e i capi carismatici del “gregge” di anime che dovrebbero “pascolare”.
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Il loro operato, in presenza di atteggiamenti pedofili, diventa l'antitesi stessa del ruolo di apostolato che dovrebbero interpretare, finendo per identificarli invece come apostati.
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Appare quindi abbastanza strano che la Chiesa, intesa come istituzione ufficiale, abbia spesso tentato di nascondere i responsabili di questi crimini disgustosi, erigendo veri e propri muri difensivi e ostacolando addirittura le indagini della magistratura.
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Sembra che il fenomeno dei preti pedofili finora emerso, a livello planetario, rappresenti solo la punta di un enorme iceberg sommerso, che ingloba al suo interno una moltitudine di avidi profittatori sessuali di bambini innocenti.
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A supporto di queste mie affermazioni, indicherò, di seguito, una serie di esempi, tratti da Internet e dalle cronache mediatiche.
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Leggetele, se siete forti di stomaco !
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p.s. ( Ho potuto citare solamente alcuni esempi, dal 2000 al 2008, riferiti ad episodi avvenuti in Italia, perchè, diversamente, se avessi dovuto allargare l'argomento, sarebbero occorse centinaia di pagine in più.
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Il fenomeno è infatti veramente enorme, spropositato...
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Nostra Madre Chiesa ha veramente toccato il fondo, e si può tranquillamente affermare che questa situazione, fuori controllo, è seconda solamente a quella della “Santa Inquisizione.”)
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anno 2000
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DON GIORGIO MAZZOCCATO, è stato condannato a 6 anni di carcere, per abusi e violenze a 10 bambine e bambini quando era parroco ad Arpinova (Fg).
Oggi lavora nella parrocchia di Castelluccio dei Sauri.
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DON GIUSEPPE RASSELLO, è stato condannato a 3 anni e 6 mesi, ridotti a 2 nel processo di appello, per abusi sessuali su un 14enne del rione Sanità, a Napoli.
Il parroco, forse conscio delle nefandezze compiute, si è poi suicidato.
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DON MARCO GAMBA, parroco a Chiusa San Michele (To), è stato condannato a 4 anni di carcere per abusi nei confronti di due chierichetti , e per possesso di materiale pedo-pornografico.
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anno 2001
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DON GIUSEPPE CARPI, è stato condannato al pagamento di 30 milioni di lire per molestie ad una ragazza 14 enne.
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L'episodio è avvenuto quando era parroco a Santa Margherita Ligure, mentre oggi è parroco di S. Maria di Nazareth a Sestri Levante (GE).
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DON RENATO MARIANI, nato a Lissone è stato condannato a 4 anni per violenza sessuale commessa contro minori.


RETTIFICA :
In precedenza è stato citato erroneamente il Parroco omonimo Don Renato Mariani, nato però a Cesano Maderno il 26/08/1940, che NON è mai stato parroco a San Giuliano Milanese, e NON ha mai subìto alcuna condanna, né è mai stato sottoposto ad alcun procedimento penale.
A causa di tale omonimia è spesso indebitamente citato per errore, subendo una grave lesione di immagine.
Ci scusiamo per l'equivoco, maturato in totale buona fede
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anno 2003
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DON BRUNO TANCREDI, parroco di Monticelli (Te), condannato a 6 anni per violenze ai danni di due minori, uno dei quali disabile.
Oggi lavora in diocesi, senza alcun incarico specifico.
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anno 2004.
DON BRUNO PULEO, fu denunciato per abusi sessuali dal seminarista Marco Marchese (dodicenne all'epoca dei fatti).
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Il Parroco si è dichiarato poi colpevole e ha PATTEGGIATO LA PENA DI DUE ANNI E SEI MESI DI CARCERE.
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Si venne poi a sapere che altri sette ragazzi, di dodici anni, subirono le attenzioni e le carezze morbose di don Puleo.
(da : "Mi manda RAI TRE", del 15 dicembre 2006) .
Marchese chiese un risarcimento di 65.000 euro alla Curia di Agrigento, ma il Vescovo CARMELO FERRARO, rispose con una contro richiesta di 200.000 euro, per il “danno d'immagine” che il ragazzo avrebbe causato alla Chiesa
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DON DOMENICO MARCANTI, animatore alla scuola media dell'Istituto Don Orione di Alessandria, patteggia 3 anni per pedofilia.
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DON FELICE CINI, condannato per aver molestato alcuni bambini della parrocchia di Arcille (GR), patteggia 2 anni e 6 mesi di carcere.
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DON GIORGIO BARBACINI, è stato condannato a 3 anni e mezzo per abusi sessuali nei confronti di un minorenne extracomunitario che aveva in custodia, presso la comunità "Migrantes" di Savona.
Oggi lavora in un'altra diocesi.
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DON PAOLO PELLEGRINI, parroco di San Gioacchino a Colleferro (Roma), in passato già segnalato ai carabinieri per atti osceni, è stato condannato a 6 anni di carcere, e al pagamento di 60mila euro per violenza sessuale e istigazione all'uso di sostanze stupefacenti su un minorenne.
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DON ROBERTO MORNATI, prete di Gavirate (Va), è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di carcere, e al pagamento di 280mila euro per abusi nei confronti di 12 minori.
In passato aveva già subito un processo per molestie.
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DON ROBERTO VOLATERRA, parroco di Castagnole Piemonte (To), è stato condannato a 1 anno e 8 mesi di carcere, oltre al pagamento di 45mila euro per violenza sessuale nei confronti di una bambina di 13 anni che frequentava l'oratorio.
Oggi è collaboratore parrocchiale a S. Andrea a Savigliano (Cn).
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anno 2007.
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DON MAURO STEFANONI, parroco di Laglio (Co), condannato a 8 anni e al pagamento di 150mila euro per abusi sessuali nei confronti di un minore disabile. Oggi lavora nella diocesi di Como, senza alcun incarico specifico.
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DON PIERANGELO BERTAGNA, è l'ex abate dell'abbazia di Farneta, nel comune di Cortona (AR).
Il sacerdote venne arrestato nel luglio del 2005, a 44 anni, a seguito della denuncia per il reato di pedofilia, che “ l'uomo di Chiesa “ aveva commesso nei riguardi di un bambino tredicenne.
Nei giorni successivi, don Bertagna confessò di aver abusato di 38 bambini in tutta Italia, fin dal 1988, quando non era ancora in seminario, ai danni di ragazzini dagli 8 ai 15 anni.
Nella confessione e nell'ammissione di colpevolezza, il prete ammise anche di aver iniziato le sue violenze nella sua zona di origine, la Lombardia e il Bresciano, quando faceva parte dell'Associazione Religiosa dei Padri Ricostruttori.
Secondo le sue dichiarazioni, Padre Vittorio Cappelletto, l'ottuagenario e carismatico gesuita a capo dei Ricostruttori, era perfettamente a conoscenza delle violenze e delle tendenze pedofile di Bertagna.
PIERANGELO BERTAGNA è stato condannato ad 8 anni di carcere, e al pagamento di 150.000 euro.
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anno 2008
DON ANTONIO CALCEDONIO DI MAGGIO, è stato condannato a 4 anni per molestie sessuali a due minorenni della parrocchia romana Madonna di Czestochowa, e della scuola media "Salvo D'Acquisto", dove insegnava religione.
Già in passato aveva avuto una condanna per reati simili.
Oggi risulta essere ancora viceparroco nella stessa parrocchia.
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DON EMILIO MANZOLINI, è stato condannato a 4 anni per violenze sessuali perpetrate verso due bambine di 9 anni, quando era parroco di Santa Rosa da Viterbo, a Roma.
Oggi lavora nella comunità di Albavilla (Co), come appartenente alla congregazione del Sacro Cuore di Gesù.
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DON LELIO CANTINI, ex Priore della parrocchia della pace di Firenze, fu accusato nel 2004, da una ventina di fedeli, di una serie di violenze sessuali, psicologiche, e di plagio.
Fin dal gennaio di quell'anno furono inviati alla Curia esposti e memoriali sulle violenze sessuali ai danni di minori.
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Cantini ha imperversato per anni e anni, imponendo violenze psicologiche e fisiche, sistematicamente, su ragazzine di dieci, quindici e diciassette anni, imponendo loro di avere rapporti sessuali con lui.
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Dopo ben 20 mesi di esposti da parte delle vittime, il Parroco fu “semplicemente” trasferito nel 2005 ,per “motivi di salute”, in un'altra parrocchia della stesa Diocesi..
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Deluse, le vittime e i loro familiari si rivolsero allora al Papa, con una lettera del 20 marzo 2006, recante in allegato i dettagliati memoriali di dieci tra le almeno venti vittime di abusi.
Alla loro missiva rispose il cardinale Camillo Ruini, ma in un modo francamente incredibile, di inaudita ipocrisia e con assoluta, colpevole, mancanza di senso della responsabilità.
Il famoso cardinale, tanto impegnato nella lotta incessante contro la laicità dello Stato italiano, a fronte delle porcherie del suo sottoposto si rivelò quanto mai imbelle, omertoso e di fatto complice :
tutta la sua azione si ridusse ad una lettera inviata agli stuprati, nella quale ricordava loro che il parroco criminale aveva lasciato anche la diocesi, e per augurare loro che il trasferimento potesse “infondere serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti”.

Insomma, in parole povere, Ruini si limitò a raccomandare che tutti si accontentassero della rimozione di Cantini e se ne stessero pertanto zitti e buoni, paghi del fatto che il prete pedofilo e stupratore fosse stato spedito a soddisfare le sue brame carnali altrove.
(dal blog : “Movimento civile contro la pedofilia”)
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Chiudo questa carrellata, breve quanto incompleta, estrapolata dall'immenso universo di pedofilia che caratterizza la Santa Romana Chiesa al giorno d'oggi.
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Chiudo con un nodo allo stomaco e con la consapevolezza che dopo le nefandezze del passato, con cui la Chiesa ha incamerato ingenti ricchezze, sia in possedimenti che in denaro contante, oggi continui in un cammino che non è disgiunto dal male e da convergenze parallele a quelle del loro avversario Principe : SATANA stesso.
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Il Vaticano abbonda di opulenti Cardinali e porporati di rango, vestiti in maniera elegante, sopraffatti dal lusso delle Sartorie Vaticane, e dalla compiacenza reciproca verso un lassismo di maniera divenuto usuale costume.
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Lo IOR, la famigerata Banca Vaticana, ha da tempo intrapreso operazioni speculative non certo trasparenti, finendo, a volte, con l'invischiarsi in situazioni a dir poco sospette, come nel caso “Calvi”.
Ma la più bieca caratteristica che oggi colloca il Vaticano tra coloro che predicano bene, ma razzolano male, è proprio quella della PEDOFILIA.
Questo cancro della società prolifera proprio tra coloro che dovrebbero, invece, combatterla, e che, per proseguire indisturbati nella loro insana attività maniacale, si ergono nelle omelie, durante la Messa, a difesa dei più deboli.
Ma... i più deboli... NON SONO FORSE I BAMBINI ?
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Dissenso

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