lunedì 10 ottobre 2011

CIAO ANNA ...

Il 7 ottobre è stato l'anniversario della morte di Anna Politkovskaja, uccisa dai sicari di Putin lo stesso giorno del 2006.
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Si dice che questo assassinio sia stato proprio il regalo di compleanno per l'ex colonnello del famigerato KGB per tacitare una giornalista “scomoda” al regime.
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In questa triste ricorrenza, mentre tutti gli amanti della libertà si stringono solidali in ricordo della coraggiosa giornalista, il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha trovato di meglio da fare che volare a Mosca, per incontrare il suo amico Vladimir Putin.
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Già in passato, in occasione di un incontro con lui, in conferenza stampa, si esibì vergognosamente mimando un mitra che spara ad una giornalista.
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Anna oggi avrebbe 53 anni e il suo ricordo meriterebbe un maggiore rispetto di quello dimostrato, invece, dal nostro Presidente del Consiglio, se non altro per l'infaticabile opera di divulgazione dei soprusi commessi in Cecenia ad opera dell'esercito di Putin.
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Stupri, omicidi, deportazioni, tortura, e genocidio, sono i mezzi attraverso cui Mosca ha incessantemente continuato a imperversare in Cecenia, a scapito dei civili, delle donne, e dei bambini innocenti.
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La violenta repressione della dissidenza ha alimentato a dismisura il terrorismo, fomentando coloro che, dilaniati dalla violenza e dall'arrogante strapotere dei soldati russi, sono stati indotti per sopravvivere, ad alimentare le file di movimenti estremisti.
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Anna raccontava tutto ciò, a suo rischio e pericolo, denunciando il mancato rispetto dei diritti umani, sia in Russia che in Cecenia, adoperandosi anche come mediatrice, come durante l'assedio al teatro Dubrovka di Mosca.
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Nel 2004 Anna cercò di raggiungere Beslan, per trattare la liberazione degli ostaggi, ma ciò le fu impedito tramite un tentativo di avvelenamento, a causa del quale perse conoscenza in aereo.
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Più volte minacciata di morte, continuò a scrivere ugualmente le verità scomode a Putin, fino a quando la vigliaccheria del regime scoprì la sua vera faccia, colpendola per 5 volte con colpi di pistola, a casa sua, mentre usciva dall'ascensore.
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Oggi Anna è universalmente riconosciuta come simbolo MONDIALE della libertà di informazione e della ricerca incessante della verità, oltre che come riferimento per un impegno di difesa di quei diritti umani che dovrebbero essere sacri e inviolabili.
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Questo concetto non sembra essere mai stato recepito dalle amministrazioni che si rifanno alla vecchia falce e martello, poiché continuano, anno dopo anno, a passare sotto un colpevole silenzio questo importante anniversario.
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Il comunismo continua quindi, nonostante i polimorfismi attraverso cui hanno metamorfizzato la loro pelle, ma non la loro essenza, a produrre odio e insofferenza verso chi abiura quel mondo di violenza che contraddistingue gli eredi di Stalin e di Togliatti.
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Oramai sono centinaia i giornalisti russi uccisi dal regime, tra i quali  ricordo Anastasia Baburova, già avvocato di Anna, e Yuri Shchekochikhin, vice redattore della Novaja Gazeta, il giornale per cui scriveva anche la giornalista Politkovskaja.
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La testata giornalistica sembra essere finita nel mirino dell'ex colonnello del Kgb, viste le esecuzioni sommarie che periodicamente insanguinano le file di coloro che scrivono oppure operano per la Novaja Gazeta.
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L'avvocato Stanislav Markelov portava avanti le cause per il giornale, fino a quando la violenza del regime gli ha tolto la vita.
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Igor Domnikov, collega di Anna, fu ammazzato a colpi di martello fuori del portone di casa sua.
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Natalia Estemirova, era divenuta, sul campo, l'erede della Politkovskaja, continuando la sua denuncia delle violazioni dei diritti umani nella martoriata Cecenia, fino a quando, dopo essere stata sequestrata, è stata uccisa con due colpi d'arma da fuoco alla testa, in una vera e propria esecuzione.
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Oggi assistiamo al ritorno di Putin al Cremlino, ma noi tutti non dimentichiamo Anna e il suo sacrificio, così come quello di coloro che ne hanno raccolto il testimone, pagandone lo scotto con la vita.
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Berlusconi interpreta un ruolo molto ambiguo, al limite del disgustoso, poiché si è sempre posto come anticomunista convinto, mentre il suo comportamento stesso lo smentisce, affratellandolo ad un criminale che ha sempre vestito i panni della famigerata polizia politica comunista : il famigerato e tristemente famoso KGB.
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Anna è rimasta vittima proprio di quel sistema di potere rappresentato dal carissimo amico del Piersilvio nostrano, il comunista Putin, erede di coloro che macchiarono la dignità stessa dell'umanità con i Gulag, con l'holodomor, con Stalin e Lenin, con Berja, Ezov, e non ultimo il cosiddetto “Migliore”, il famigerato Togliatti.
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Berlusconi a braccetto con l'erede di un Comintern a cui apparteneva Togliatti come dirigente numero due, di un dittatore sanguinario responsabile di migliaia di morti, di un simbolismo a cui dovrebbe guardare, invece, con disgusto, di un assolutista pari solo ai suoi colleghi cinesi.
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Le denunce di Anna non rimarranno, comunque, lettere al vento, poiché gli amanti della libertà continueranno sempre, anno dopo anno, a ricordarla, sia come persona che come giornalista.
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Ciao Anna, sei sempre con noi.
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Dissenso
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