domenica 9 ottobre 2011

PRIGIONIERA DI TEHERAN

Prigioniera di Teheran” è il titolo di un libro scritto da Marina Nemat che narra della sua autobiografia, della sua storia, della sua vita, della realtà vissuta sotto il regime dell'ayatollah Khomeini.
.
Marina fu arrestata, ancora sedicenne, per aver dimostrato pacificamente il suo dissenso verso i nuovi padroni assoluti dell'Iran, dopo la cacciata dello scià, gli integralisti islamici di Khomeini.
.
Drammaticamente reali sono quindi le descrizioni delle torture e delle vessazioni che l'interprete subisce sulla sua pelle, ad opera dei “guardiani della rivoluzione” islamici.
..
La violenza era all'ordine del giorno, così come il potere di vita e di morte che i torturatori esercitavano su chiunque cadesse sotto i loro sadici artigli.
.
Una frase di Khomeini, adottata come slogan dai suoi feroci seguaci è sintomatica di come l'Iran, sotto questo nuovo regime dittatoriale, sia arretrato di colpo ai tempi bui del Medio Evo :
.
Se si permette ad un infedele di perseverare nel suo ruolo di corruttore della terra, la sua sofferenza morale sarà terribile. Ma se lo si uccide, impedendogli così di commettere le sue malefatte, la morte sarà una benedizione per lui.
.
La prigione di Evin, in cui fu reclusa Marina, è tristemente famosa fin dai tempi dello scià, poiché era ed è tuttora il luogo deputato allo sterminio degli oppositori politici.
.
Il 15 gennaio del 1982 iniziò il calvario di questa ragazzina sedicenne.
..
Erano i giorni in cui il governo aveva imposto alle donne di coprirsi la testa, e in cui i muri delle case erano coperti di slogan carichi di odio, come “Morte a Israele”, oppure “Morte all'America e ai nemici dell'Islam”.
.
Erano stati promulgati editti contro la musica, contro i cosmetici, contro i dipinti che ritraevano donne senza il velo, e contro i libri occidentali, dichiarati tutti satanici e quindi illegali.
.
I “guardiani” e le “guardiane” della rivoluzione islamica compilavano liste di persone che secondo il loro parere avevano un comportamento contrario all'Islam, e quindi illegale.
.
Marina finì in una di queste liste, insieme a molte delle sue compagne di scuola, e ciò fu la causa del suo arresto e della sua prigionia ad Evin.

Il primo giorno di carcere, per Marina, fu drammaticamente precursore di ciò che questo orrendo luogo di dolore poteva esprimere, e cioè sofferenza, annichilimento, distruzione, e morte.
.
Fu subito torturata pesantemente.
.
Il suo aguzzino, Hamehd, dopo averle legato le caviglie ad un letto, ammanettandola, iniziò a percuoterla sotto la pianta dei piedi, con un tubo nero del diametro di circa due centimetri.
.
Il dolore le esplose dentro subito dopo il primo violento fendente, lasciandola senza fiato, mentre il proseguo della tortura la trascinò in un abisso di sofferenza cieca, in un supplizio che pareva non aver mai fine.
.
Il suo torturatore voleva sapere dove si trovava una sua amica, compagna di scuola, finita anch'essa nella lista preparata da uno zelante “guardiano della rivoluzione”, ma poiché Marina ignorava dove fosse, non avrebbe potuto rispondere neanche se avesse voluto.
.
Dopo la sedicesima frustata, perse il conto dei colpi che Hamehd le infliggeva con sadica perseveranza.
.
I piedi di Marina erano rossi, bluastri e gonfi, molto gonfi, come se fossero stati punti da centinaia di api.

L'Islam, tramite i suoi biechi rappresentanti, si accaniva contro qualunque dissidente, sia che fosse un esponente dei mujaheddin, gli energici oppositori al regime teocratico, o che fosse una ragazzina di sedici anni.
.
Ancora oggi è palese la vigliaccheria dei teocrati islamici ed il loro delirio di onnipotenza, che li vede interpretare il ruolo di assassini, di stupratori, di torturatori, insieme a quello di unici depositari di un assurdo teorema, che prevede un ruolo di totale sottomissione per le donne.
.
A mio parere il genere umano starà molto meglio solo quando questi cani rabbiosi saranno ridotti all'impotenza e quando gli stessi Islamici moderati riusciranno a proporre e ad affermare una interpretazione del Corano che non possa prescindere da ideali di giustizia e di amore reciproco.
.
La storia di Marina prosegue con una condanna a morte, impedita all'ultimo secondo da uno dei suoi aguzzini, di nome Alì, che riesce a farla graziare e condannare all'ergastolo.
.
Lo scotto da pagare, per Marina, sarà quello di diventare sua moglie e di convertirsi all'Islam, pena anche, in caso contrario, la persecuzione della sua famiglia e del fidanzatino Andrè.
.
Lo spregio della vita umana rappresenta oggigiorno una caratteristica palese della simbiosi tra lo sviluppo dell'integralismo islamico, dimostrato in migliaia di occasioni, che vanno dall'uso reiterato dei famigerati kamikaze, alla strage delle Twin towers, alla repressione del popolo iraniano stesso, e la ferocia con cui il Presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad scaglia i suoi farneticanti anatemi, insieme al plagio di giovani vite, istigate all'odio e alla violenza nelle scuole coraniche.
.
La donna è relegata a semplice oggetto di appartenenza, come un cellulare o un'automobile, e viene trattata come se non avesse un cervello pensante, una dignità, o una mente vigile e attenta, degna di essere considerata, ma solo come passiva esecutrice che si riconosce in un ruolo di subordinazione, accondiscendente ad una volontà esclusivamente maschile.
.
L'adulterio, commesso da una donna, viene punito con una pratica aberrante e di stampo primitivo, bestiale, e cioè tramite la lapidazione, l'uccisione a colpi di grosse pietre, scagliate con furore parossistico da islamici infervorati e autorizzati a uccidere.
.
In taluni luoghi, come l'Iran, se la donna non copre bene i capelli, e magari un ciuffo ribelle fa capolino, uscendo dal velo, i guardiani dell'Islam possono bastonare pubblicamente la malcapitata.
.
Questi sono i personaggi che ci propone oggi l'Islam iraniano, schierato a fianco dei terroristi somali, yemeniti, e dei kamikaze palestinesi.
.
Non mi sembra però che gli imam italiani si siano esposti o impegnati, nei luoghi di culto che la nostra democrazia gli ha permesso di aprire sul nostro territorio, per difendere quei valori di libertà ed uguaglianza che sono alla base della convivenza civile.
.
Occorre una precisa costante presa di posizione, decisa e risoluta, con la quale l'Islam di casa nostra affermi la propria indipendenza da un totalitarismo islamico, integralista e violento, da cui altri islamici attingono a piene mani.
.
Non è compatibile la convivenza con adepti fanatici di un ideale di morte e di odio, annidati nel nostro stesso seno, nutriti e cresciuti, a dispetto della loro smania di pugnalarci a tradimento.
.
Quante Marina Nemat dovranno ancora subire persecuzioni e torture ?
.
Alcune persone nella storia dell'umanità hanno interpretato ruoli che li consacrano ad una fama imperitura, sia in positivo, come i grandi “Premi Nobel”, gli artisti, gli inventori, gli scopritori, e i benefattori, sia in negativo, come i grandi criminali nemici dell'umanità stessa, come Hitler, Stalin, e gli ayatollah, insieme ai fanatici integralisti islamici che tutti conosciamo.
.
Un velo di tristezza mi coglie, al pensiero delle persone incarcerate ancora oggi a Evin, agli uomini e alle donne, anche in giovane età, che subiscono quotidianamente umiliazioni di tutti i tipi, attuate allo scopo di annientare la loro personalità, ancor prima della loro stessa esistenza.
.
Quale Dio può permettere che tutto ciò si compia ?
.
Dissenso
.

.

Post più popolari

Amici del blog