giovedì 17 novembre 2016

CRIMINALE COMUNISTA : Giuliano Gaggiani, partigiano e assassino


Giuliano Gaggiani
L’anziano 93enne Giuliano Gaggiani è uno di quei capi partigiani che negli anni 44 e 45, e nell’immediato dopoguerra, attuarono una serie di spaventosi ed efferati delitti, facendo straripare il loro odio represso verso vittime innocenti.
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Tanto per sgombrare il campo da eventuali equivoci, relativamente al fatto di considerare Gaggiani un criminale oppure no, citiamo subito quanto affermato da questo individuo, e riportato sulle pagine del “il Resto del Carlino” in un articolo di giovedì 17 novembre 2016.
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Intervistato sull’assassinio della marchesa Maria Giordani Catalano Gonzaga, uccisa a colpi di bottiglia all’età di 47 anni, dopo essere stata violentata, il capo partigiano ha così risposto :
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Ho ucciso tanti uomini, quando gli sparavo alla nuca, cadevano come birilli.
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Ma io non ho ammazzato quella donna.
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Il movente furono i soldi.
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La confessione “choc” ci illumina su che tipo di individuo sia questo spietato assassino partigiano e comunista, che con disinvoltura racconta delle fredde uccisioni di cui è stato l’esecutore, paragonando le vittime innocenti a birilli, e come se per lui tutto ciò assomigliasse ad una partita di biliardo o di bowling.
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"Esseri umani come birilli" ... la dichiarazione choc del partigiano comunista
L’orrore di cui è impregnata la sua ammissione è sintomatico del modus operandi del mondo comunista, anche a guerra finita, e di  come la violenza marxista dilagata nel tristemente famoso “triangolo della morte” che va da Reggio Emilia a Ferrara passando per Ravenna, costituisse la norma abituale per i suoi feroci assassini.
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Maria Giordani Gonzaga
Come già riportato nel post di cui al Link seguente ,
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il 95enne di Molinella (Bologna) Silvano Tubertini ha chiesto ufficialmente al capo partigiano Giuliano Gaggiani di dire tutta la verità sull’assassinio della marchesa Maria Giordani Catalano Gonzaga.
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Anche il nipote della marchesa, Adriano Catalano Gonzaga, pur provando ribrezzo per le dichiarazioni dell’assassino partigiano, che scoprono un passato di eccidi, di massacri, di ossa di uomini trucidati, di fosse comuni, di cadaveri occultati, si rivolge alla coscienza del comunista (sperando forse che costui ne conservi almeno una minima sembianza), chiedendogli di affidare ad un notaio uno scritto contenente la verità storica, consultabile dopo la sua morte.

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Il signor Catalano ricorda che il padre, ricordando quella tragica sera in cui fu uccisa la marchesa, disse che quel capo partigiano (Giuliano Gaggiani) era presente, e passeggiava su e giù per le scale della villa.
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Il partigiano oggi si difende trincerandosi dietro un laconico :
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La marchesa non l’ho accoppata io”.
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Anche la fraseologia usata dal criminale partigiano in questa affermazione indica la totale mancanza di rimorso o di rispetto per la vittima, in perfetto stile comunista, che unisce l’odio per l’antagonista allo spregio per la vita umana.
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Dante Minelli era l’autista della marchesa, anch’egli partigiano ed era presente la sera dell’assassinio, in quanto segregato con i familiari dagli stessi partigiani.
Alla fine della guerra Minelli espresse la volontà di rivelare la verità sull’atroce delitto, ma ciò gli fu fatale.
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La figlia, Grazia Minelli, racconta che il 17 maggio 1945, a casa degli zii, fu prelevato e portato via.
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Da allora non fu mai più rivisto, e scomparve dall'esistenza insieme alle molte altre vittime del furore e dell’odio comunista.
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Esprimo il mio più totale disprezzo per Giuliano Gaggiani e per i suoi complici, partigiani assassini,  ricordando loro che presto si troveranno davanti ad un Giudice divino che non farà loro alcuno sconto.
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Il volto di Gaggiani dovrebbe essere mostrato agli studenti delle Scuole elementari, come rappresentazione del Male assoluto, e per prendere le distanze da quel mondo fatto di odio e di sopraffazione : il comunismo.
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Bella ciao”, la famigerata canzonetta ancora oggi cantata da chi è in simbiosi con gli orrori della lotta partigiana e comunista, assume in questo contesto le sembianze di una complice e devastante assonanza di intenti con chi li ha commessi.
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Personalmente sputerei in faccia a questo abietto individuo, che si permette ancora oggi, impunemente, di girare libero per la strada, dopo essersi arrogato il diritto inumano di compiere freddamente esecuzioni capitali su esseri umani.
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Quando costui cesserà di esistere, il mondo sarà sicuramente migliore.
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Dissenso
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