domenica 10 maggio 2020

Criminale comunista : Ivan Aleksandrovic SEROV


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(Afimskoe, Vologda, 13 agosto 1905 – Mosca, 1 luglio 1990)
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Ivan Aleksandrovic Serov nacque nel Governatorato (Provincia) di Vologda, in Russia, da una famiglia di estrazione contadina.
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Durante gli anni dell’adolescenza passò attraverso la Rivoluzione russa anti-zarista del mese di febbraio 1917 e poi per il successivo colpo di Stato attuato dai bolscevichi nel mese di novembre dello stesso anno, che era rivolto contro i veri protagonisti, appunto, della rivoluzione.
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Documento di Ivan Serov - Ministero degli Affari Interni dell'Urss
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All’età di 18 anni (1923) si arruolò nell’Armata Rossa, poi divenne Sindaco del villaggio di Afimskoe nel biennio 1924/1925.
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L’anno successivo (1926) al termine del mandato entrò a far parte del Partito Comunista, poi nel 1928 si iscrisse all’Università di Leningrado e successivamente a quella Militare di Frunze, dove si laureò nel 1939 a 34 anni di età.
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Appena laureato entrò come dirigente presso il Commissariato del popolo per gli affari interni, noto anche come NKVD.
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Serov passò indenne attraverso le grandi purghe di Partito successive all’assassinio di Sergej Kirov del 1934 che diedero a Stalin il pretesto per epurare i quadri di Partito e le Forze Armate sovietiche da presunti cospiratori.
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A questo proposito, gli venne affidato l’incarico di sovraintendere personalmente alle operazioni repressive, che comprendevano gli arresti e le fucilazioni di personaggi di rilievo dell’Armata Rossa, come ad esempio il Generale Michail Nikolaevic Tuchacevskji.
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Stalin pretese che fosse pesantemente decapitata l’Armata Rossa, che venne così epurata di ben 3 Marescialli su 5, 14 Generali di Corpo d’Armata su 67, 136 Generali di Divisione su 199, 221 Generali di Brigata su 397, tutti gli 8 Ammiragli, tutti gli 11 Commissari Politici d’Armata, e ben 35.000 ufficiali sia superiori che subalterni.
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Inoltre la ferocia di Stalin, espressa attraverso Serov, si spinse a perseguitare anche la famiglia del Generale Tuchacevskji, arrestando e deportando i suoi due fratelli con le rispettive mogli, così come le quattro sorelle con i relativi mariti, e fucilando la di lui moglie in un lager del Kazakistan.
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Russia - Deportazione in massa dei contadini ucraini
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Tutti i suoi nipoti, a cui fu cambiato il cognome in Tomasevic, furono dispersi in vari orfanotrofi, mentre l’anziana madre fu costretta a chiedere l’elemosina per le strade di Astrachan dove poi morì.
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Nel 1939 venne nominato Commissario ucraino dell’NKVD fino al 1941 e in questo ruolo fu responsabile della deportazione e della morte di centinaia di migliaia di contadini ucraini.
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Nel 1940 Stalin iniziò l’occupazione militare delle Repubbliche del Baltico, a cui seguì l’invio dei rappresentanti del Cremlino nelle varie capitali: il procuratore Vysinskij a Riga (Lettonia), Zdanov a Tallin (Estonia), e il vice Ministro per gli Affari esteri Dekanozov a Kaunas (Lituania).
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Dopo aver sciolto i Parlamenti e le Istituzioni locali, gli occupanti sovietici permisero di indire per il 14 e 15 di luglio le nuove elezioni, ma il Partito comunista fu l’unico ad essere autorizzato a presentare candidati.
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Nelle fasi precedenti a queste elezioni “farsa” Serov si occupò di arrestare gli elementi “ostili” al potere sovietico, individuando circa 20.000 persone delle quali cui agli inizi del mese di luglio ne furono fucilate 1480 nella sola Lettonia.
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A metà del mese di giugno Serov si occupò anche di un’altra operazione di deportazione che colpì non solo i Paesi Baltici per un numero complessivo di quasi 100.000 persone, ma anche la Moldavia, la Bielorussia e l’Ucraina occidentale inglobando circa 26.000 vittime nel vortice di terrore del comunismo stalinista.
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Si ritiene che Serov abbia avuto anche un ruolo nella famigerata strage di Katyn, in cui nel 1940 vennero trucidati a sangue freddo per mano dell’NKVD 21.857 ufficiali e cittadini polacchi.
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Katyn - I cadaveri delle vittime estratti dalle fosse comuni
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Nel mese di settembre Berja affidò a Serov il compito di deportare le famiglie russe di etnia tedesca nei gelidi territori delle Siberia meridionale.
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Forte di un contingente di 14.000 uomini dell’NKVD Serov deportò 446.480 tedeschi, suddividendoli in 230 convogli ferroviari di 50 vagoni l’uno (circa 2000 persone a convoglio).
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Serov organizzò molte delle atrocità sovietiche nel corso della seconda guerra mondiale, e collaborò con Berija nel coordinamento di una serie di "purghe" che continuarono fino alla morte di Stalin.
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Ivan Serov e Bogdan Kobulov, entrambi assistenti del famigerato Lavrentij Berija, il nuovo sanguinario capo dell’NKVD che subentrò a Ezov dopo che questi fu giustiziato per ordine di Stalin, furono attivi nelle 5 grandi deportazioni che il comunismo bolscevico attuò nel 1943 e 1944.
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Oltre 93.000 Calmucchi, più di 520.000 Ceceni e Ingusci, e 360.000 Tatari di Crimea, vennero stipati entro decine di convogli ferroviari ermeticamente chiusi, in cui i deportati morirono come mosche, per la fame, la sete, e per la mancanza d’aria.
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La destinazione erano le lande desolate del Kazakistan, del Kirghizistan e dell’Uzbekistan, oppure i gelidi territori della Siberia, in cui i deportati si trovavano a sopportare condizioni di vita in cui la precarietà rappresentava la consuetudine e in cui la mortalità era una compagna quotidiana.
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Quadro che raffigura i deportati tatari della Crimea su carri bestiame
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L’ingresso in Polonia delle truppe dell’Armata Rossa nel 1945, subordinate al controllo del Generale Serov, Consigliere generale dell’NKVD presso il Ministero polacco della Pubblica Sicurezza, portò a rastrellamenti e ad arresti di civili, per un totale di circa 30.000 persone, che furono deportate nell’Urss, compresi 15.000 minorenni che vennero inviati nei campi del Donbass in Ucraina, o in quelli della Siberia occidentale.
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Serov contrastò le truppe dell’esercito Nazionale polacco instaurando il Terrore comunista e portando la distruzione in tutto il Paese, a causa del fatto che le truppe sotto il suo comando furono autorizzate ad abbandonarsi al furto, all’arbitrio totale verso i Cittadini, e all’omicidio.
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Nella primavera del 1945 il generale Serov fu inviato a Berlino in Germania, per dirigere la sezione del KGB dell’Aeronautica Militare Sovietica (SMA) che dopo poco arrivò a contare ben 2.000 uomini, destinati a costituire “gruppi operativi” deputati al controllo totale della società.
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Speziallager Nr. 3
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Serov iniziò un piano di sovietizzazione che fagocitò i partiti politici, le Chiese, i Sindacati, la cittadinanza, e costituì una base operativa di spionaggio in funzione anti-Occidente e organizzando numerosi campi di detenzione.
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Serov inaugurò il primo Campo (Speziallager nr. 1) l’8 settembre del 1945 alla periferia di Muhlberg sull’Elba, il quale rimase in attività fino al novembre 1948.
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Il secondo (Speziallager nr. 2) fu quello nazista di Buchenwald, ristrutturato e aperto nel 1945 per accogliere i nuovi internati “nemici del socialismo”, che rimase aperto fino al 1950 e che conservò appeso ai cancelli il cartello con la scritta: “Jedem das Seine”, e cioè “A ciascuno il suo”.
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Il terzo lager (Speziallager nr. 3) era formato da una serie di edifici che facevano parte dell’Istituto nazista per l’assistenza pubblica popolare e di una ex fabbrica alla periferia di Berlino.
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Museo dello Speziallager russo n° 7 dell'NKVD a Weesow in Germania
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Nel 1947 divenne un Centro per gli interrogatori della Polizia politica sovietica, in cui questa praticava la tortura in celle prive di finestre ubicate in un’area che per questo motivo fu denominata “U-Boot”, il Sommergibile.
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Nel 1951 questa struttura diventò un Centro segreto e non segnato nemmeno sulle mappe geografiche della DDR, per la detenzione politica e lo spionaggio gestito dalla famigerata Stasi.
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La lista dell’organizzazione repressiva instaurata da Serov prosegue con altri numerosi Campi, che fra il 1945 e il 1946 accolsero non meno di 20.000 persone di cui molte non sopravvissero.
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Dopo la morte di Stalin (1953), in piena era Kruscev, Serov fu designato nel 1954 a guidare la nuova Polizia Politica, che prese il nome di KGB.
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Nel 1956 all’inizio della rivolta ungherese contro la dittatura sovietica, in cui il popolo magiaro manifestava nelle piazze chiedendo libere elezioni e il ritiro delle truppe di occupazione russe, Serov che ricopriva l’incarico di Presidente del KGB si recò a Budapest per gestire personalmente le operazioni di repressione.
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Serov durante una riunione con gli organi politici comunisti denunciò la loro riluttanza a sparare sulla folla dei manifestanti, dichiarando:
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I fascisti e gli imperialisti stanno riempiendo le strade di Budapest con le loro truppe d’assalto, e nelle forze armate del vostro Paese ci sono ancora compagni che esitano a usare le armi!
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Serov organizzò quindi la repressione della rivolta ungherese iniziando con l’arrestare i membri del Governo appartenenti al gruppo di Imre Nagy.
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1956  -  A  Budapest il Popolo ungherese  abbatte la statua di Stalin e la decapita
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La sua fama di sanguinario massacratore si estese a livello internazionale tanto che in occasione di una sua visita nel Regno Unito nel 1956 divenne il bersaglio degli attacchi dei Media inglesi che lo denominarono "Ivan il Terribile" e il Macellaio”, obbligandolo ad una ritirata tanto strategica quanto precipitosa.
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Fu rimosso dal suo ruolo di Presidente del KGB nel 1958 da Nikita Chruscev che lo nominò Capo del Direttorato dell’intelligence (GRU).
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Questo cambio al vertice del KGB fu dettato, secondo alcuni autori, dal fatto che Serov avesse rubato la corona del Re del Belgio e altri oggetti preziosi appartenenti alla collezione dei trofei russi trafugati nella Germania occupata, mentre per altri si trattò di una strategia organizzativa di Chruscev per ristrutturare la Polizia.
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Il declino definitivo di Serov avvenne repentinamente per un duplice motivo:
da un lato la caduta di Chruscev di cui era un protetto, e dall’altro la scoperta del tradimento di Oleg Penkovskij, suo amico e compagno di bevute.
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Penkovsky era un agente segreto, colonnello proprio di quel GRU del quale Serov era a capo, e dopo essere stato arrestato e torturato venne fucilato.
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Una mamma con il suo bambino deportati dal comunismo. Si noti la scritta CCCP (trad : URSS)
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Inoltre, durante il periodo in cui Serov fu alla guida del GRU si verificarono una serie di insuccessi che portarono alla disgregazione dell’apparato stesso, alla rimozione del suo Direttore nel 1963, e in seguito all'espulsione dal Partito.
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Ivan Serov è stato, fra l’altro, autore di un vero e proprio manuale del deportatore di comunità, in cui consigliava, ad esempio, i modi migliori per separare i padri dal resto delle rispettive famiglie durante i trasferimenti.
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Il titolo di queste “istruzioni” su come effettuare le deportazioni di massa in Siberia è: “Sulla procedura per la realizzazione della deportazione di elementi antisovietici da Lituania, Lettonia ed Estonia”.
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Lo storico Pierre Faillant de Villemarest, autore di diverse pubblicazioni, ha detto: “da lui al tempo della comune occupazione della Polonia, i nazionalsocialisti avranno senz’altro appreso molto!
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Per ironia della sorte Serov morì nel 1990, l'anno prima della dissoluzione dell'Unione Sovietica e alcuni mesi dopo che gli Stati Baltici avevano dichiarato il ripristino della loro indipendenza.
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Dissenso
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