domenica 7 giugno 2020

SANDRO PERTINI, Presidente e partigiano assassino

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Sottotitolo : la verità sui crimini del partigiano stalinista e assassino Sandro Pertini, nascosti e negati dall'apparato disinformatore delle sinistre.
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La Storia, quella vera e non quella addomesticata ad uso e consumo dalle sinistre, ci permette di tratteggiare la figura di Sandro Pertini, collocandolo nella sua giusta dimensione, e cioé in quella di quella di assassino.
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In questa esposizione non mi dilungherò sulla sua completa biografia, poiché ciò che caratterizza il suo operato è già abbastanza significativo di come possa essere considerato questo personaggio, a prescindere dai dati anagrafici.
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Lo stereotipo ricorrente, imposto dalle sinistre, mostra un Pertini amato da quegli Italiani a cui è stata a lungo imposta la consueta mistificazione, e cioè la consapevole omissione dei crimini commessi.
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La lista delle nefandezze da ascrivere all’ex Presidente è piuttosto lunga, come ad esempio quella di aver ordinato la soppressione fisica mediante fucilazione dei due famosi attori Osvaldo Valenti e Luisa Ferida il 30 aprile 1945.
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Luisa ferida e Osvaldo Valenti, i due  attori vittime della furia omicida dell'assassino Sandro Pertini
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I due, che avevano aderito alla Repubblica Sociale, vennero accusati di appartenere al gruppo di torturatori conosciuti con il nome di “Banda Kock”, ma post mortem fu oggettivamente accertato che erano entrambi innocenti.
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Pertini era contornato da criminali del calibro di Giuseppe Marozin (omicidi, stupri, e rapine) a cui egli stesso aveva conferito l’autorità del comando nelle famigerate brigate partigiane Matteotti, legate al Partito socialista.
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Durante il procedimento penale a suo carico per quei delitti Marozin incolpò Pertini di aver dato l’ordine di fucilare i due attori pronunciando le precise parole: Fucilali, e non perdere tempo !”, e affermò inoltre che Luisa Ferida “non aveva fatto niente, veramente niente!”.
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In uno dei tanti omicidi commessi in nome di un comodo antifascismo, Marozin tolse la vita al Conte Federico Barbiano Belgioioso, un partigiano non comunista che fu scambiato erroneamente per fascista insieme ai suoi cinque compagni d’armi, che per questo motivo vennero freddati senza tanti complimenti.
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Adoratore di Stalin
Questo era lo squallido “ambiente politico” tanto caro ai gruppi partigiani cui apparteneva Sandro Pertini, intriso di sangue, di omicidi e di fanatismo marxista.
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Ebbene sì, perché Sandro Pertini, mitizzato come personaggio amato dagli italiani, dalla gente e dai bambini, il Presidente con la pipa, era un fervido ammiratore di Stalin, nonostante il fatto che questi fosse (e rimane) uno dei più efferati criminali di tutti i tempi.
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Alla morte di Stalin, nel 1953, l’ex partigiano Pertini dichiarò sull’Avanti, il quotidiano socialista di quei tempi :
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Il compagno Stalin ha terminato bene la sua giornata, anche se troppo presto per noi e per le sorti del mondo.
L'ultima sua parola è stata di pace. (...)
Si resta stupiti per la grandezza di questa figura...
Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l'immensa statura di Giuseppe Stalin.
Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto.” 
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Pertini si schierò quindi ufficialmente a fianco di colui che aveva prodotto decine di  milioni di vittime innocenti deportando intere popolazioni nei gelidi lager della Siberia, condannandole a morte per fame, per freddo o per le torture che il comunismo infliggeva alle sue vittime.
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L’antifascista Pertini va ricordato per questo, per essere stato ammiratore di un criminale e di avere lui stesso interpretato il ruolo di artefice di una parossistica emulazione, in nome di un becero antifascismo.
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La sua arroganza intellettuale unita alla sua sudditanza psicologica e politica nei confronti di Mosca continuarono anche nel dopoguerra, palesando comportamenti che vanno al di là del semplice condizionamento mentale, identificandolo come persona ostile ai diritti umani e dei Popoli.
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Quando, paradossalmente, divenne Presidente della Repubblica Italiana, Sandro Pertini manifestò chiaramente la sua dipendenza dall’odio e dalla violenza marxista, approfittando della sua posizione istituzionale per concedere la grazia a Mario Toffanin (alias Giacca), un criminale partigiano che aveva ucciso ben 17 persone, partigiani della brigata Osoppo, in quello che fu chiamato l’Eccidio di Porzus.
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Nel 1978, in pieno delirio di accondiscendenza con il crimine, Pertini graziò Giulio Paggio, un altro delinquente comunista appartenente alla famigerata “Volante rossa”, responsabile di una lunga lista di omicidi in Lombardia, in Emilia e nel Lazio.
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A questo proposito rimando ad un mio post sul sito “Italian samizdat”, disponibile al seguente link :
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Il disprezzo di Pertini per il Popolo italiano si manifestò con chiarezza in occasione della morte del Maresciallo Tito, dittatore della ex Jugoslavia, nel 1980.
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Pertini e Tito
Il Presidente partigiano partecipò commosso ai funerali baciando la bandiera jugoslava, oltraggiando così le migliaia di vittime delle Foibe che Tito ordinò di massacrare facendole scaraventare, spesso ancora vive, nelle profondità abissali degli inghiottitoi carsici.
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L’ignobile comportamento di Pertini oltraggiò inoltre in modo palese e arrogante tutti i profughi e gli esuli istriani, giuliani e dalmati, nel ricordo della terribile migrazione che dovettero compiere per sfuggire alla tirannide comunista.
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Ecco chi è veramente e storicamente Sandro Pertini, e poco importa se l’apparato mistificatorio delle sinistre insorgerà per queste mie inconfutabili asserzioni, in quanto la verità non concede sconti.
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Pertini fu un Presidente che si premurò di insignire con medaglia al valore centinaia di partigiani assassini condannati dalla Magistratura per efferati delitti, come nel caso di Filippo Papa, torturatore, seviziatore e assassino del modenese.
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Dante Bottazzi fu un altro partigiano assassino che beneficiò della benevolenza di Pertini, nonostante il fatto che fosse a capo di una banda che provocò la morte di ben 56 vittime a Castelfranco, nel modenese, compreso il prete don Giuseppe Tarozzi.
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Questo sanguinario partigiano (ma quale fra di loro non lo era ?) uccise anche Renato Seghedoni, un altro partigiano reo di aver denunciato i suoi delitti, per i quali Bottazzi fu condannato all’ergastolo, in contumacia.
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Accumulò altre condanne per omicidi vari oltre a trent’anni di carcere per quello del maresciallo dei Carabinieri Attilio Vannelli, ma poi il delirio di onnipotenza del tanto amato Pertini intervenne a graziarlo rendendolo completamente libero.
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Il totale disprezzo manifestato da Pertini nei confronti delle vittime e dei loro parenti la dice lunga sulla caratura morale di questo personaggio, eletto a simbolo di riferimento dalle sinistre. 
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Un riferimento che appare come un escremento, come una squallida esibizione di cosa sia in effetti l’essenza stessa che anima l’universo delle sinistre e la loro ostentata arroganza.
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Il socialismo massimalista espresso da Pertini trovò motivo di simbiosi con quel resistenzialismo comunista che nel Savonese, sua terra natale, condusse a ben cinquecento esecuzioni sommarie, senza che a ciò ci fosse la minima  opposizione da parte del partigiano futuro Presidente della Repubblica italiana.
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Pertini investì con una pioggia di medaglie, di attestati di merito, di pensioni, tutti i criminali assassini partigiani, compresi coloro dai quali lo stesso PCI aveva preso le distanze in quanto indifendibili. 
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Questa è la vera Storia di Pertini, come emerge dall’analisi oggettiva dei fatti, e dalla contestuale disamina del modus operandi cui il partigiano assassino ha fatto ricorso per tutta la sua miserabile esistenza.
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Fortunatamente l'inesorabile incedere del tempo ci ha liberati della sua odiosa presenza che ammorbava la Democrazia italiana.
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Il mondo ora, senza di lui, è sicuramente migliore !
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Dissenso
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6 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. CHI È L'AUTORE DELL'ARTICOLO!!!

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  3. HAI ASPETTATO TANTI ANNI... MA PERCHE'???
    E' UN LUNGO ARTICOLO!!!
    HAI DIMENTICATO DI FIRMARLO!!!
    COME MAI???
    E' VERO QUANTO SCRIVI???
    LO CONFERMI???

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  4. Sono di Torino ma mi rifiuto di partire dall'aeroporto di caselle che è stato intitolato a costui

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  5. La persona piu' schifosa del mondo antofascidta elogiato per anni.vile opportunista arrivista assasino traditore.un verme.va approfondita lasfigura lodca con un libro.qualcoda c
    e' gia uscito.poco.troppo poco.

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