lunedì 25 ottobre 2010

BNP E NUCLEARE

Vorrei condividere la seguente informazione che mi ha inviato per mail GREENPEACE.
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Ciao emanuele,
siamo sicuri che ti interesserà sapere come investe i soldi dei suoi clienti il gruppo bancario BNP Paribas (che in Italia controlla BNL).
Facile ...
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BNP è il principale finanziatore mondiale di progetti nel settore nucleare !
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Durante il weekend i nostri volontari hanno manifestato in 29 città italiane per chiedere a BNP/BNL di fermare i suoi "investimenti radioattivi".
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Ad esempio, BNP sta decidendo di finanziare, assieme ad altre banche francesi, la costruzione del controverso reattore Angra3, a soli 150 chilometri da Rio de Janeiro, per un valore complessivo di 1,1 miliardi di euro.
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Angra3 è un reattore che usa tecnologie così vecchie che non potrebbe essere costruito in Europa :
il 70% dei componenti giace impacchettato da quando i lavori furono sospesi dopo il disastro di Cernobyl, nel 1986 !
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In altre parole, BNP/BNL dimostra di essere una banca europea con doppio standard :
motiva il suo investimento nel nucleare europeo (il modello EPR, quello che vorrebbero fare in Italia...) proprio con la presunta sicurezza del progetto e poi investe in una catapecchia nucleare vecchia di quasi 25 anni.
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I clienti del Gruppo BNP, e in Italia di BNL, lo sanno che i loro soldi servono a finanziare il nucleare ?
E che succederebbe se, a un certo punto, in tanti cominciassero a chiedere a BNL di fermare gli investimenti radioattivi ?
Visto che il 45% dei depositi di BNP/BNL deriva dai versamenti dei clienti, i dirigenti della banca potrebbero restare indifferenti ?
Non credo...
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Contribuisci anche tu alla campagna contro le banche nucleari :
fai girare questa mail tra i tuoi contatti, condividila su Facebook, informa i tuoi amici.
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Grazie !





Domenico Belli
Responsabile campagna Energia e Clima
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Ecco, di seguito, un articolo esaustivo, tratto dal sito di Greenpeace sull’argomento :
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CHE COSA È :
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Un reattore PWR (ad acqua pressurizzata) di 1.405 MWe che dovrebbe essere costruito da Areva (Francia) e Siemens (Germania) per conto della compagnia elettrica pubblica brasiliana Electronuclear.
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QUANTO COSTA :
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Ufficialmente, dovrebbe costare circa 3,5 miliardi di euro.
La costruzione di Angra 3 dovrebbe partire nel 2010.
Il reattore dovrebbe entrare in funzione nel 2015-2016.
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DOVE SI TROVA :
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Sulla costa brasiliana, 130 km a Ovest di Rio de Janeiro e 220 km a Est di San Paolo del Brasile.
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INTRODUZIONE
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Angra 3, il reattore che dovrebbe essere costruito con i soldi dei correntisti di BNP/BNL, è un tipico esempio di “bella addormentata” nucleare.
Si tratta di un reattore di seconda generazione progettato da Siemens negli anni ’70.
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I lavori per la costruzione iniziarono nel 1984 ma furono sospesi dopo la tragedia di Chernobyl, nel 1986.
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Il 70% dei componenti del reattore è da allora immagazinato presso il sito di Angra 3.
Nel 2007 il governo brasiliano ha annunciato che vuol completare la costruzione di Angra 3 e nel 2008 la compagnia pubblica Electronuclear ha firmato un accordo con la compagnia francese Areva (la stessa che ha progettato l’EPR il reattore alla base del “nuovo nucleare” italiano) per finire la costruzione della centrale.
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(IN)SICUREZZA NUCLEARE
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Basato su un progetto di 30 anni fa, e con molte componenti già fabbricate (e immagazzinate da decenni), Angra 3 è un reattore piuttosto lontano dai moderni standard di sicurezza.
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Nessun miglioramento o intervento progettuale potrebbe portare Angra 3 nemmeno vicino ai (presunti) livelli di sicurezza declamati per il progetto EPR (European Pressurized Reactor).
Perchè una banca europea come BNP/BNL dovrebbe adottare un doppio standard motivando il suo investimento nell’EPR proprio con la presunta sicurezza del progetto e investendo poi in una catapecchia nucleare ?
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ILLEGALE A 360°
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La costruzione di Angra 3 è stata approvata nel 1975 da un Decreto Presidenziale (n. 75870/75).
Questo decreto è stato poi annullato nel 1991 (Decreto Presidenziale 15/02/1991).
Incredibilmente, nel 2007 il governo brasiliano ha deciso si ricominciare la costruzione di Angra 3 sulla base del Decreto del 1975 (che, ovviamente, non esiste più).
Il motivo è molto semplice : la nuova Costituzione del Brasile, adottata nel 1988, prevede un voto del Parlamento (il Congresso) per la costruzione di una centrale nucleare.
Ovviamente, il governo brasiliano sapeva che il Congresso non avrebbe mai resuscitato questa (non tanto) bella addormentata.
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CONTROLLORE E CONTROLLATO
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Il più grande sostenitore di Angra 3 è sempre stato il CNEN, l’Agenzia Nucleare Brasiliana. Nessuno, ad essere onesti, si attende una vera indipendenza da parte di un organismo di questo tipo, ma il CNEN è davvero “esagerato”.
Come ente regolatore il CNEN può rilasciare licenze a chi potrà operare a Angra 3 e tra questi soggetti c’è INB, un “ramo” di CNEN che procura il combustibile per reattori nucleari.
Il CNEN inoltre si occupa di verificare gli impatti di eventuali incidenti negli impianti di INB, mentre Nuclep, un gruppo che produce componenti per l’industria nucleare appartiene sempre al CNEN che insomma è come un grande ombrellone che ripara fornitori, operatori e contrattisti assieme a chi fornisce le licenze e scrive le regole.
Una garanzia di affari ma non di sicurezza.
E infatti è dagli anni ’70 che si discute di come rendere “indipendente” il CNEN.
Nel 1985, col solito decreto presidenziale, è stato creato un Comitato di Valutazione del Programma Nucleare, il cui rapporto tra l’altro raccomandava di rendere indipendente il CNEN (come peraltro ormai è richiesto dalla Convenzione Internazionale per la Sicurezza Nucleare, adottata dal Brasile nel 1998).
In oltre venticinque anni, non se n’è fatto nulla.
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LA SOLITA BUFALA SUI COSTI
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Che un reattore di 1.405 MW costi solo 3,5 miliardi di euro non lo crede più nessuno.
Anche se parte delle componenti è stata acquistata già negli anni ’80 (vatti a fidare) la realtà è che i progetti che circolano oggi costano parecchio di più.
Inoltre, il finanziamento in euro aumenta il rischio finanziario del progetto : il Real, la moneta brasiliana, ha fluttuato del 37% in un anno, rispetto all’euro.
Questa volatilità avrà un impatto sui costi del progetto.
Anche la necessità di aggiornamenti e adattamenti strutturali molto estesi, per cercare di migliorare gli standard di un progetto vecchio di trent’anni, avrà un impatto sui costi e, verosimilmente, sull’efficenza, la produttività e la sicurezza dell’impianto.
Infine, Angra 3 si chiama così perchè nello stesso sito ci sono già due reattori (Angra 1 e 2) :
la loro potenza combinata è di 2.000 MW e sono costati poco meno di 7,5 miliardi di euro, cioè 3,7 milioni di euro/MW.
Com’è possibile che Angra 3 costi meno di 2,5 milioni di euro/MW ?Ammesso che il costo resti lo stesso (con maggiori standard di sicurezza i costi sono aumentati) Angra 3 dovrebbe costare ben oltre 5 miliardi di euro !
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PIU’ COSTOSO DELLE RINNOVABILI

Il potenziale di rinnovabili del Brasile è enorme e le valutazioni serie dei costi produzione dell’energia elettrica [Ad esempio: Joaquim F. de Carvalho, Ildo L. Sauer : Does Brazil Need New Nuclear Power Plants ? Energy Policy 37 (2009) 1580–1584] dicono chiaramente che il costo dell’energia prodotta ad Angra 3 (stimato in 113 US$/MWh) sarà superiore a quello prodotto dalla cogenerazione con la canna da zucchero (74 $/MWh), gas naturale (79 $/MWh), idroelettrico (46 $/MWh) e, persino dell’eolico (107 $/MWh) una tecnologia i cui costi di produzione sono in continua diminuzione.

MA ALLORA A CHI SERVE ANGRA 3 ?
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Quando qualche programma (molto costoso) si dimostra completamente inutile per la collettività è utile cercare di capire a chi serve davvero.
In Brasile, si scopre che il creatore (e coordinatore, dal 1979 al 2004) del programma nucleare navale del Brasile, Ammiraglio Othon Luiz Pinheiro da Silva, è il presidente di Electronuclear, la compagnia che dovrebbe operare a Angra 3.Nel 2006, l’Ammiraglio ha dichiarato (pochi mesi prima della decisione governativa di riaprire Angra 3) che i sommergibili nucleari sono di importanza critica per il Brasile se il Paese vuol essere considerato una grande potenza.
E si sa bene che con il Plutonio estratto dalle scorie dei reattori si possono costruire testate nucleari.
Tra l’altro, il Brasile ha siglato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare solo nel 1994 e non ha mai ratificato il Protocollo Addizionale sui controlli.
Più di una volta il Brasile ha impedito all’Agenzia per l’Energia Atomica l’accesso alle sue centrali.
Insomma… ora sapete a chi serve davvero Angra 3.
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Dissenso
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