domenica 24 gennaio 2010

Giornata della memoria

Il 27 gennaio 2010 ricorre il giorno della memoria, per la decima volta dalla sua istituzione in Italia, a ricordo di quanto successo il 27 gennaio 1945, giorno in cui furono aperti i cancelli di Auschwitz.
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Ai soldati sovietici che liberarono il campo apparve tutto l’orrore che le immagini viste potevano evocare per lo sterminio e i crimini di incredibile efferatezza ivi compiuti.
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L’umanità stessa, insieme agli ebrei torturati e uccisi, è stata ferita in modo irreversibile da un folle disegno di annichilimento totale, in nome di una razza ariana superiore.
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Al solo pensiero vengo colto da nausea e da raccapriccio, per come i nazisti siano riusciti tranquillamente a sviluppare il loro piano criminale, senza che le coscienze tutte si siano opposte immediatamente.
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E’ dovuto accadere che siano stati sacrificati sei milioni di esseri umani, sull’altare di una divinità assetata di sangue e osannata dal nazismo, quella che si riferiva al suo massimo profeta, Adolf Hitler, prima che i popoli cosiddetti civili ponessero fine ad una ecatombe senza precedenti.
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I soldati russi che presero parte alla liberazione dal nazismo erano guidati da una potenza, quella sovietica, che in patria perseguitava e deportava anch’essa milioni di esseri umani, torturando, stuprando, annichilendo, sfruttando con il lavoro nei campi di lavoro, fino all’estremo sacrificio, in un disegno altrettanto criminale.
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Il popolo Armeno ha conosciuto, ancora prima, la ferocia dei persecutori turchi e la loro determinazione a cancellarli dalla faccia della terra, sfociata in un genocidio di due milioni di persone.
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Tutte queste vittime, uccise in modo diverso, sono affratellate secondo me dalla stessa sorte, dalla stessa forza demolitrice e perversa che ha cercato in tutti i modi di impossessarsi delle loro anime, prima ancora che delle loro vite.
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Le camere a gas, così come le deportazioni, i lager come i gulag, i gas chimici e le mutilazioni, esprimono nel loro insieme una medesima attività sadico-criminale, contraria alla vita stessa dell’umanità, interpretando un ruolo satanico e perverso che sembra uscire dalle pagine di un racconto dell’orrore.
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Sì, perché è proprio di orrore che si tratta, di sbigottimento davanti a madri private dei bambini strappati loro dalle braccia, uccisi e mutilati davanti a loro, oppure di kamikaze che in una esaltazione parossistica si fanno esplodere su autobus zeppi di persone innocenti, spandendo brandelli di sangue e carne maciullata tutto intorno.
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Orrore, davanti ad esperimenti messi in atto dagli scienziati di Hitler, su cavie umane, devastate da chissà quali elucubrazioni nate dalla pazzia dei loro aguzzini.
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Orrore anche davanti al silenzio che per troppo tempo ha calato un colpevole sipario per nascondere tutto ciò, e per le teorie negazioniste che ancora oggi, a volte, cercano di falsare la storia e il ricordo di quanto è avvenuto.

Ecco perché è importante ricordare, testimoniare, ascoltare, diffondere la verità..
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Perché si corre il rischio che il Male, sempre in agguato, riprenda il sopravvento e che i nostri figli possano cadere nuovamente in balia di esseri mostruosi privi della più piccola umanità.
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Vorrei però che la memoria non fosse dedicata solo ai nostri fratelli ebrei, ma a tutti coloro che ne hanno condiviso le medesime torture, anche in tempi precedenti o successivi.
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Questo, non per sminuire l’immane tragedia che ha caratterizzato la loro razza e la loro religione in primis, ma solo per non privare altrettante vittime innocenti di un giusto riconoscimento e di un ricordo che, al solo pensiero mi commuove.
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A chi non sgorga una lacrima nel vedere, infatti, la foto di un bambino magari nero, denutrito, con gli occhioni spalancati, indifeso, solo, a cui sono stati strappati i genitori da guerriglieri di etnia contrapposta, in un qualche conflitto tra i tanti sviluppatisi in territorio africano ?
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Oppure, chi non si commuove al pensiero del popolo tibetano, la cui cultura, religione, tradizione, personalità, viene quotidianamente sradicata dal colosso cinese in un perenne tentativo di asservimento totale, fino alla eliminazione fisica degli oppositori più coraggiosi ?
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Gli esempi sono tanti, così come quelli che possono essere riferiti alle vittime dell’holomodor, la carestia indotta da Stalin nel perseguimento della sua politica di terrore e del suo disegno di sterminio su base etnica e sociale.
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Conosciamo tutti i nomi dei gerarchi nazisti più odiosi, responsabili di torture e di sadismi incontrollati nei campi di concentramento, di fucilazioni di massa, di atroci rappresaglie su intere popolazioni in territori di guerra, e su molti di loro è finalmente calata la mano della Giustizia umana, a cui si aggiungerà prima o poi quella Divina.
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Nomi come Herbert Kappler, Hermann Goering, Joseph Goebbels, Adolf Eichmann, Rudolf Hess, Josef Mengele, oppure acronimi come Gestapo, S.S., sono da tutti universalmente riconducibili immediatamente all’universo nazista e provocano un giusto sentimento immediato, al solo nominarli, di orrore e di ripulsa.
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Ma chi, normalmente, a livello di conoscenza di massa, può dire di sapere chi è Varlam Salamov, o Gustaw Herling, oppure cosa significhi l’eccidio di Katyn, o la Kolyma ?

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Chi conosce nomi come quello di Ezov, cha ha segnato un’epoca di terrore che ha preso il suo nome, in Unione Sovietica, oppure quelli di Felix Dzerzinskij e di Laurentij Beria ?
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La memoria non puo’ essere indirizzata a senso unico.
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Non si può ricordare l'olocausto causato dal nazismo, senza ricordare anche i milioni di morti prodotti dal comunismo.
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Le due cose non devono essere in contrapposizione, come se il citarne una minimizzasse l’importanza dell’altra.
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Occorre prendere atto che accanto ai fratelli ebrei, che ancora oggi subiscono devastanti attacchi nelle loro stesse città, esistono altri fratelli che devono essere ricordati insieme, per evitare che ci siano radici dello stesso male che si possano diffondere a compartimenti stagni, a seconda dell’importanza loro attribuita.
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Le scuole devono portare alla conoscenza degli studenti tutto l’universo storico del secolo scorso, evidenziandone tutti gli aspetti del male che ne ha caratterizzato il corso.
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Fino a qualche anno fa nessuno accennava alle Foibe, e al dramma vissuto da migliaia di innocenti sepolti vivi dalla furia omicida dei comunisti di Tito.
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Mi posso anche chiedere il perché, ma so già la risposta, che è effettivamente scontata.
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E’ palese, infatti, che ci sia dietro al colpevole silenzio, un disegno di manipolazione della realtà che è iniziato al tempo di Togliatti, primo responsabile della sua attuazione, e che è proseguito fino ad oggi ad opera dei suoi camaleontici seguaci.
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Lasciamo comunque la polemica per dedicarci, come è giusto, al ricordo, alla memoria delle vittime, e al loro sacrificio.
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Abbracciamo idealmente i fratelli ebrei insieme a quelli sovietici, e a tutti i cittadini del mondo che sono stati, loro malgrado, interpreti di una tragica rappresentazione.
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Combattiamo al loro fianco perché il seme del nazismo, del comunismo, e di qualsiasi totalitarismo siano per sempre estirpati dalla società.
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Auspichiamo un mondo in cui siano debellati la sopraffazione e l’odio…un mondo in cui l’amore sia la prerogativa fondamentale dell’esistenza e della convivenza, al di sopra di interessi di parte, di logiche economiche o religiose, e in cui i nostri figli e nipoti possano vivere la loro esistenza.
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.שלום (ebraico)
Frieden (tedesco)
мир (russo)
peace (inglese)
paz (spagnolo)
pace (italiano)
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Questa parolina, semplice ma tanto importante, dovrebbe costituire il perno di qualsivoglia iniziativa attraverso la quale possano ruotare i meccanismi di reciproco confronto tra i popoli.
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Cerchiamo di lavorare per lei ... in suo nome ... perchè in futuro non accada che sia necessario istituire una nuova giornata della memoria ...
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Dissenso
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