domenica 4 febbraio 2018

AGGRESSIONE RUSSA IN UCRAINA


La Federazione Russa ha sul territorio Ucraino migliaia di soldati e sta compiendo una vera e propria aggressione armata occupandone parte del territorio per mezzo delle sue forze armate.
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Putin, dopo aver fomentato disordini in Crimea, organizzati meticolosamente mediante una preventiva russificazione popolare, prodromica alla richiesta di intervento militare alle forze russe, ha approfittato del silenzio internazionale per occupare militarmente la Crimea ed annetterla alla Federazione russa.
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Anche nella parte orientale e meridionale dell’Ucraina, denominata Donbass,  Putin sta cercando di fare la stessa cosa.
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Nel 2014 i separatisti armati che vogliono l’annessione alla Russia e che sono appoggiati e finanziati dal Cremlino, hanno sferrato la loro offensiva, occupando alcune sedi istituzionali nelle regioni di Donec’k, di Luhans’k, e di Charkiv.
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Subito dopo l’artiglieria russa ha sconfinato dal suo territorio attraversando il confine e invadendo di fatto parte dell’Ucraina.
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La mano di Putin ha stretto l’Ucraina in una morsa di propaganda russofila, accompaganata dai carri armati, che ha condotto il Donbass in una tragica guerra civile.
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I militanti separatisti filorussi e illegali agiscono come terroristi, contrapponendosi alle foze governative, e commettono atti di barbarie e di violenze contro la popolazione ucraina (in un perfetto e tristemente noto modus operandi cui Putin ci ha oramai abituati, così come avvenne in Cecenia e in Georgia).
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Le milizie filorusse spadroneggiano in Ucraina inneggiando a Mosca, uccidendo e torturando chiunque si opponga alla loro arroganza.
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I gruppi armati finanziati da Mosca che combattono contro la sovranità ucraina, sono identificabili da alcune sigle di appartenenza.
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La Milizia Popolare del Donbass,  è costituita da elementi ribelli armati da Putin.
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L’Armata del sud-est è un gruppo militare filo russo, gemellato con i separatisti dell’autoproclamata Repubblica di Lugansk.
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L’Armata Ortodossa Russa è composta da miliziani filo-russi, dediti al saccheggio.
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Per questo motivo è in conflitto con un’altra milizia filo-russa, il battaglione Vostok.
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Il Battaglione Vostok, è coadiuvato da elementi della Direzione dell’intelligence russa (GRU) che parteciparono alla Seconda guerra cecena e alla Guerra russo-georgiana.
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Altre formazioni militari si aggiungono al panorama di guerra civile organizzato e voluto da Mosca, come quella dei Cosacchi, oppure dei gruppi armati del Caucaso o dei paramilitari ceceni, abkazi, e osseti.
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Come si evince da questo schieramento miltare il coinvolgimento di Putin è diretto e mirato alla conquista dei territori ucraini.
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Mosca orchestra e dirige la regia che guida i disordini nel Donbass, senza che l’Occidente reagisca adeguatamente.
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Addirittura in Italia il leader della coalizione di destra Matteo Salvini innneggia apertamente a Putin, indicato come leader carismatico di un indiscusso nazionalismo.
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Vorrei far notare però che il nazionalismo va espresso in casa propria, a difesa delle proprie tradizioni, della cultura e dei confini nazionali, e non in casa d’altri, come nel caso sia dell’Ucraina (e Crimea) che in quello della Cecenia o della Georgia.
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L’uso da parte di Putin dei carri armati e della violenza cui abbiamo assistito in Ucraina, in Cecenia, e in Georgia, così come la Storia ci riporta, non è dissimile da altre manifestazioni di ferocia del passato, espresse sempre dal colosso russo.
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Mi riferisco all’invasione dell’Ungheria, così come della Cecoslovacchia, o ancora della Polonia, da parte delle truppe comuniste.
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Oggi la Russia non nasconde nemmeno più le sue mire espansionistiche in Ucraina e adotta metodi barbari per affermare la sua  feroce detrminazione di conquista.
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Le vittime civili sono oramai migliaia, come affermano i resoconti dell’ONU, e i razzi russi colpiscono indiscriminatamente aree abitate da civili inermi, commettendo così dei veri e propri crimini di guerra.
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I diritti umani vengono calpestati e le truppe filo russe si abbandonano ad atti di ferocia e alla tortura.
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L’unico provvedimento che l’Europa è riuscito a prendere contro Mosca si è concretizzato nell’emanazione di sanzioni economiche, come se queste potessero minimamente impensierire la potenza russa.
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Le maggiori potenze occidentali come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti considerano il conflitto come una “rivolta fabbricata da Mosca” e invitano Putin a sconfessare pubblicamente le attività dei separatisti, dei sabotatori e dei provocatori.
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Il piano con cui Putin attua il suo impegno militare ed economico è però chiarissimo e denota una precisa ed arbitraria volontà di fagocitare i territori ucraini, con ogni mezzo, così come è successo in Cecenia.
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Probabilmente, se l’Occidente non si muoverà adeguatamente, toccherà poi a Lettonia ed Estonia.
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Naturalmente la macchina del fango con cui il comunismo per decenni ha manipolato le masse occidentali, continua anche in questa occasione, azionata dall’ex colonnello del KGB Vladimir Putin che continua a manipolare la realtà, coadiuvato da elementi pseudo-intellettuali europei.
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Certa stampa di sinistra, così come blog od opinionisti, presentano ai lettori la verità di Putin e non quella oggettiva, e meraviglia che anche in certi settori della destra compaiano apprezzamenti per l’operato del nuovo Zar di Mosca.
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Ancora una volta gli eredi del comunismo sono protagonisti e colpevoli di aver espresso la loro politica attraverso l’odio, la ferocia, e l’arroganza.
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Personalmente esprimo la mia solidarietà al Popolo ucraino e alla sua legittima determinazione a voler difendere il proprio Paese.
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Condanno Putin e la sua arroganza, simile in tutto e per tutto a quella di Stalin e dei gerarchi criminali comunisti che lo hanno affiancato.
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Dissenso
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