lunedì 1 giugno 2009

Lavoratori, proletari, e Comunismo...

La N.e.p. ( nuova politica economica ) instaurata da Stalin allo scopo di creare una industria di Stato in Russia, iniziò il proprio percorso partendo dalle seguenti disposizioni.
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Siamo di solito, per mala informazione, abituati a pensare agli operai russi come coloro che vivendo nel “paradiso del proletariato” ne fossero i liberi interpreti, in un mondo che li proiettava in una dimensione di progresso industriale destinato a migliorare la loro vita oltre che quella della nazione.
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In realtà, la situazione era molto diversa : dopo aver iniziato l’opera di collettivizzazione delle campagne, in cui dopo l’espropriazione dei terreni dei contadini seguì la loro deportazione, Stalin proseguì con un progetto teso a ricostituire una industria produttiva nazionale.
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La realtà contro cui si scontrò il popolo dei lavoratori fu caratterizzata da un sistema coercitivo a cui ci si poteva sottrarre solo al duro prezzo che pagavano i dissidenti a quel tempo : la prigione e la deportazione, oppure la morte.
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Queste cose, non ci sono mai state raccontate nei loro comizi italiani dai rappresentanti sindacali o dagli appartenenti a quei partiti la cui bandiera riporta una falce e un martello, e che auspicavano una società di tipo marxista, comunista, e sovietica.
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Ecco, nel dettaglio, alcune delle “disposizioni” ideate dal regime per i lavoratori del “paradiso comunista” .
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Nel 1930 fu emesso il decreto che proibiva il libero spostamento dei lavoratori.
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Dopo un paio di mesi ne fu emanato un altro che proibiva alle fabbriche di impiegare persone che avessero lasciato il loro precedente posto di lavoro senza permesso.
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Venne abolito il sussidio di disoccupazione.
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Nel gennaio 1931 venne introdotta una legge che prevedeva pene detentive per violazioni sulla disciplina di lavoro, limitatamente ai ferrovieri.
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Febbraio portò alla formazione di registri di lavoro obbligatori per tutti i lavoratori dell’industria e dei trasporti.
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In Marzo furono annunciate misure punitive contro la negligenza nel lavoro, seguite da un decreto che riteneva responsabili i lavoratori per i danni arrecati agli strumenti e ai materiali.
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Furono introdotte razioni preferenziali per le “brigate d’urto”.
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I rifornimenti di cibo, che scarseggiavano molto, vennero messi sotto il diretto controllo dei direttori delle fabbriche, con distribuzione dei compensi in natura in base ai risultati ottenuti.
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Venne abolito l’art. 37 del codice del lavoro, secondo il quale il trasferimento di un lavoratore da un’impresa ad un’altra poteva essere effettuato solo con il suo consenso.
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Il 7 Agosto 1932 venne introdotta la pena di morte per furti allo Stato o alla proprietà collettiva, e tale legge fu subito applicata su larga scala.
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Un solo giorno di assenza dal lavoro senza autorizzazione divenne punibile con il licenziamento immediato.
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Il 27 Dicembre 1932 venne ristabilito l’obbligo del passaporto all’interno della Russia, che era stato denunciato da Lenin come uno dei peggiori marchi d’infamia dell’arretratezza e del dispotismo zarista.
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Il sistema sindacale divenne un’appendice dello Stato.
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Fu instaurato il sistema del “cottimo” in base alle norme, cioè il pagamento in base al lavoro compiuto.
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Tratto dall’opera di Robert Conquest : Il grande terrore.
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Sembra incredibile…
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L’inganno continuato…l’arroganza, la prepotenza…il disprezzo della vita umana…proprio contro i proletari…la base…attraverso cui milioni di comunisti nel mondo si sono identificati nell’ideologia…
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Il mito di Stalin, e dell’Unione Sovietica, non è quindi quello raccontatoci da Togliatti, da Berlinguer, e dagli odierni Bertinotti, Dalema e Fassino.
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Ci hanno negato la conoscenza di una ben diversa realtà, e lo hanno fatto scientemente, consapevoli di falsare per i loro scopi elettorali una atroce verità…e cioè che si trattava di un regime sanguinario, cresciuto sulla pelle delle milioni di persone sterminate e sul genocidio sistematico.
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La responsabilità politica , sociale, e morale di coloro che hanno negato la conoscenza di ciò, è pari a quella di coloro che negano oggi l’olocausto e le stragi naziste, aggravata però dal numero delle vittime, che nel caso del comunismo è moltiplicato per cento, come oramai accertato dalle indagini effettuate da centinaia di studiosi di storia, e dall’esame dei documenti da loro desunti in occasione dell’apertura degli archivi sovietici e dei paesi dell’est europeo.
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I comunisti italiani e i loro colleghi d’oltralpe, saranno per questo giudicati dalle generazioni future e dall’intera società, nonostante il loro camaleontico tentativo di nascondersi dietro nuove sigle di tipo “democratico”.
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Il retaggio culturale a cui appartengono è bagnato dal sangue di coloro che, disillusi loro malgrado, hanno scoperto il vero volto di un’ideologia che per sopravvivere ha bisogno del terrore, della dittatura, della coercizione, così come affermava già nei suoi scritti l’ideologo Carl Marx.
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Penso quindi a coloro che non sanno, non a coloro che non vogliono sapere…penso ai puri, a coloro che credono nell’ideologia senza essere venuti a conoscenza dei macabri risvolti che la caratterizzano.
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Penso a tutti quegli anziani che, seduti dentro o fuori da un circolo comunista a fare conversazione, ribadiscono quotidianamente la loro simbiosi di vita proletaria con un auspicabile avvento della società marxista e comunista.
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Sorge però spontanea una domanda : quanti tra di loro sono all’oscuro di tutto, e quanti invece hanno chiuso gli occhi per non vedere ?
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Coloro che hanno tuonato e inveito, e reagito contro i regimi nazista e fascista…ed ora, sapendo che un altro regime, quello comunista, nel frattempo ha allungato i suoi tentacoli di morte producendo effetti devastanti, possono discernere gli uni dagli altri…?
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E’ possibile che ci sia una presa di coscienza individuale, ed un rigetto, soprattutto verso coloro che hanno manipolato l’informazione così a lungo, ma è anche possibile che si voglia rifiutare la verità, ed allora ecco che si plasma nuovamente uno stereotipo, adattabile e metamorfico, sciente e consapevole di esserlo…ambiguo e bivalente.
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Il comunismo non è stato ed è solamente un fenomeno di massa, ma anche una macchina di distruzione che ha creato dei mostri all’inizio per essere guidato, e delle creature moderne, oggi, modificate dalle esigenze nell’essenza e nella sostanza, per cercare di sopravvivere.
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Dissenso
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