domenica 26 agosto 2012

Monsignor ENELIO FRANZONI

Con questo post vorrei ricordare una figura a me molto cara.
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Si tratta di un parroco da sempre legato alla famiglia di mia moglie, e quindi, di riflesso, a me.
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Mi riferisco a Monsignor Enelio Franzoni, nato a San Giorgio di Piano nel 1913, e sacerdote dal 28 marzo 1936
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Personalmente, ho potuto conoscerlo quando svolgeva il suo incarico di Parroco nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie in San Pio V, in Via F. Ambrosini, 1 (angolo via Saffi), a Bologna, prima che si ritirasse in pensione nella Casa del Clero in via Barberia, 24.
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Mi ha sempre colpito la sua gentilezza e la sua armonia nel proporsi alle persone con cui veniva in contatto, oltre che ad un’aura di immensa umanità e bontà d’animo che si percepiva quando si aveva il privilegio di poter colloquiare con lui.
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Don Enelio, di umanità ne aveva davvero tanta, ed ebbe modo di esprimerla durante la sua vita tumultuosa, eroica, e per certi versi tragica.
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Prese infatti parte alla campagna di Russia con il Corpo di Spedizione Italiano, in qualità di Cappellano militare della «Divisione Pasubio», e visse le drammatiche vicende della ritirata e della prigionia nei gulag sovietici, sopportando atroci sofferenze pur di continuare la sua preziosa opera di assistenza ai soldati.
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Nel mese di luglio del 1941 fu nominato Cappellano Militare dal Cardinale Nasalli Rocca, e partì da Senigallia per la Russia, insieme all’ 837° Ospedale da Campo.
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Una volta arrivato sul fronte del Don fu trasferito al Quartiere Generale della «Divisione Pasubio con il grado di Tenente Cappellano, ma qui fu fatto prigioniero.
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Propongo di seguito uno scritto che Don Enelio ci ha lasciato sulla sua esperienza di vita che comprende il periodo di prigionia in Russia, durante il quale ha tenuto un eroico comportamento, a causa del quale è stato decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare.
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Ecco la motivazione ufficiale del conferimento della medaglia d'oro :
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Cappellano addetto al Comando di una grande unità, durante accaniti combattimenti, recava volontariamente il conforto religioso ai reparti in linea.
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In caposaldo impegnato in strenua difesa contro schiaccianti forze nemiche, invitato dal comandante ad allontanarsi finché ne aveva la possibilità, rifiutava recisamente e, allorché i superstiti riuscirono a rompere il cerchio avversario, restava in posto, con sublime eroismo, per prodigare l'assistenza spirituale ai feriti intrasportabili.
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Caduto prigioniero e sottoposto a logorio fisico prodotto da fatiche e da privazioni, noncurante di sé stesso, con sovrumana forza d'animo, si prodigava per assolvere il suo apostolato.
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Con eroico sacrificio rifiutava per ben due volte il rimpatrio onde continuare tra le indicibili sofferenze dei campi di prigionia la sua opera che gli guadagnò stima, affetto, riconoscenza ed ammirazione da tutti.
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Animo eccelso votato al cosciente sacrificio per il bene altrui."
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Monsignor Franzoni è deceduto il 5 marzo 2007, all’età di quasi 94 anni.
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A suo perenne ricordo è stata intitolata una piazzetta vicino alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie in San Pio V, ove è stato anche collocato un busto commemorativo in bronzo.
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Ho inserito i suoi scritti relativi all'esperienza della deportazione nei gulag sovietici, nel sito in cui raccolgo tutti gli autori del Dissenso.
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Quale migliore testimonianza di chi ha vissuto in prima persona gli orrori del gulag staliniano ?
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Per accedere al collegamento ai racconti di Monsignor  Enelio, cliccare sul seguente Link :
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Dissenso
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