lunedì 4 settembre 2017

FRANCESCO PERFETTI : MAROCCHINATE


Il Professore Francesco Perfetti ha insegnato Storia contemporanea e moderna alla Facoltà di Scienze politiche della LUISS Guido Carli di Roma e ha tenuto corsi presso la Facoltà di Magistero dell’Università di Genova dal 1983 al 1993  di Storia contemporanea.
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Contestualmente a Genova ha anche insegnato Storia moderna dal 1984 al 1992 e Storia economica e sociale dell’età contemporanea dal 1992 al 1993.
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E’ stato a capo del Servizio storico, archivi e documentazione, del Ministero degli Affari esteri italiano.
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E’ stato Presidente della Fondazione “il Vittoriale degli Italiani” e della Fondazione Ugo Spirito.
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Allievo di Renzo De Felice, il maggior storico italiano del fascismo, si è dedicato anch’egli allo studio del fascismo e dei fenomeni politici ad esso contigui, come il Movimento Nazionalista e il Fiumanesimo.
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Ha scritto diverse opere, e condotto suti sul sindacalismo fascista e sul movimento corporativo fascista.
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Propongo un suo articolo, pubblicato oggi 4 settembre 2017 sulle pagine de “il Resto del Carlino”, che tratta di un argomento che non è mai abbastanza divulgato, ma che anzi viene sempre tenuto sotto silenzio dai disinformatori di togliattiana memoria.
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Si tratta delle nefandezze compiute dalle truppe di Liberazione, da quei marocchini che piacciono tanto alla Presidente/a della Camera Laura Boldrini, e che oggigiorno sembrano ritornare di impellente attualità.
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Ecco il testo.
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I   MAIALI  STUPRATORI  MAROCCHINI  :  I  NOSTRI  "LIBERATORI"  !
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ESERCITO FRANCESE  -  I SOLDATI AFRICANI ERANO PROTETTI
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“Marocchinate”, verità nascoste.
Le violenze delle truppe alleate
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di FRANCESCO PERFETTI
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Per molto tempo il romanzo di Alberto Moravia, La Ciociara, del 1957 e l’omonimo film di Vittorio De Sica di tre anni dopo furono la sola sconvolgente testimonianza, sia pure veicolata dalla trasfigurazione romanzesca, di quei tragici episodi di violenza sessuale ovvero di stupri individuali e collettivi, le cosiddette ‘marocchinate’, che accompagnarono  l’avanzata degli Alleati nella Campagna d’Italia durante l’ultima fase del secondo conflitto mondiale.
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Quella pagina scioccante della nostra storia più recente fu a lungo rimossa sia per un senso di vergogna e di pudore da parte delle vittime sia, a livello politico, per motivi di opportunità.
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Le ‘marocchinate’ furono opera delle truppe alleate, in particolare dei reparti di colore del corpo di spedizione francese in Italia, dopo lo sfondamento della linea Gustav.
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Sembra che il comandante delle truppe magrebine dell’esercito francese, il generale Alphonse Juin, avesse “garantito” l’impunità per gli stupri, le violenze, le rapine ai propri soldati come una specie di premio per le fatiche di guerra.
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Quel che è certo è che il ritorno di barbarie ci fu davvero con la piena acquiescenza degli ufficiali.
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E l’orrore suscitato da quelle violenze diventò anche veicolo di propaganda politica nella Repubblica sociale italiana, con il celebre manifesto di Boccasile con un soldato di colore che abbranca una donna bianca.
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Era certamente imbarazzante, da un punto di vista politico, nell’immediato dopoguerra, ricordare le nefandezze di una parte dell’esercito alleato nei confronti di donne (ma non solo) di tutte le età, trattate come bottino di guerra e violentate a piacimento.
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Alla fine, però, il silenzio venne rotto.
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Prima, da un romanzo e da un film, poi dalle ricerche degli storici che, superando anche il più che comprensibile riserbo delle persone coinvolte, hanno sviscerato le vicende che hanno dato origine a quegli orrori giungendo anche a  quantificare il numero delle vittime in decine e decine di migliaia e a mostrare come il fenomeno sia stato assai più esteso di quanto non si credesse :
esso, infatti, ebbe origine già nell’estate del 1943 dopo lo sbarco alleato in Sicilia anche se raggiunse il culmine nel 1944.
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Giudizio storico e giudizio morale non possono che essere unanimi nella condanna di una pratica di guerra che richiama alle barbarie dei tempi più remoti.
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Rimando alla lettura di un mio post del 2014  sull’argomento, al seguente LINK :
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http://www.italian-samizdat.com/2014/04/gli-stupri-delle-truppe-di-liberazione.html
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Come mai RENZI e la BOLDRINI NON esprimono MAI UNA SOLA PAROLA DI INDIGNAZIONE PER LE MIGLIAIA DI STUPRI commessi dai “liberatori sulle donne (e non solo) italiane, sia bambine, che adultem che anziane ?
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Come mai la BOLDRINI appare entusiasticamente pervasa da enfasi infinita al solo sentire le note di “bella ciao”, mentre gli stupri delle donne italiane avvenuti per colpa di quegli stessi “liberatori” da lei acclamati, le scivolano addosso con freddezza glaciale ?
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70 mila donne, violentate, stuprate, sodomizzate, picchiate …
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70 mila violazioni dell’intima essenza di ognuna di loro, del loro intimo, della loro psiche violata per sempre…
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Tra loro anche un prete, così come uomini e donne anziane, sottoposte a sesso selvaggio davanti ai rispettivi consorti …
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Non si salvarono nemmeno i bambini e le bambine, che poi per tutta la vita si saranno disperati al solo sentir pronunciare la parola “liberazione” … quella che invece piace tanto alla sinistra…
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Ora i marocchini sono tornati a stuprare, e proprio grazie alla sinistra, a quei politici come Matteo Renzi, Laura Boldrini e Sergio Mattarella che quotidianamente si affannano a tessere le lodi dei migranti clandestini e stupratori.
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Gli Italiani devono sapere chi ringraziare quando capiterà ad uno di loro di assistere allo stupro della propria figlia o moglie…
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