domenica 20 settembre 2009

Gustaw Grudzinski Herling


Gustaw Herling-Grudziński in una foto segnaletica scattata dall'Nkvd nel 1940

Vorrei segnalare, a chi ancora non lo conoscesse, lo scrittore polacco Gustaw Herling, autore del famoso libro : “Un mondo a parte”, scritto nel 1950, e pubblicato l’anno successivo da un editore londinese, in un periodo in cui ancora erano lontani Arcipelago Gulag di Aleksandr Solzenicyn e I racconti della Kolyma di Varlam Salamov.
Il libro ebbe molto successo sia a Londra che in Francia, dal punto di vista letterario, ma accolto con sospetto da alcuni recensori riguardo alla veridicità della descrizione dei campi di concentramento sovietici.
Il motivo era imputabile al fatto che l’autore apparteneva all’etnia polacca, che notoriamente era generalmente ostile verso i russi.
Intervenne in sua difesa il famoso scrittore Albert Camuse, che ne perorò inutilmente la causa.
Basta pensare, per rendersi conto di come gli intellettuali avessero eretto un muro invalicabile, chiuso agli autori del dissenso sovietico, a come Sartre si ponesse di fronte a queste realtà.
Egli sosteneva nella famosa polemica con Camuse a proposito dei campi di concentramento :
Anche se tali campi esistessero, non dovremmo parlarne o scriverne, per non togliere la speranza ai lavoratori di Billancourt”.
L’evento che aprì finalmente una breccia nella intelligencija filocomunista francese fu l’intervento proprio di un russo, che dissipò ogni dubbio : Aleksandr Solzenicyn
In Polonia il libro rimase in testa per molto tempo nella classifica dei libri proibiti, e il cognome dell’autore fu cancellato dal quadro della letteratura polacca.
Le copie di “Un mondo a parte” importate dall’estero venivano confiscate alla frontiera dai doganieri polacchi, e fu proibito citare sulla carta stampata il nome di Gustaw Herling.
Iniziarono così a diffondersi, tramite i movimenti di opposizione, le edizioni clandestine, soprattutto con il metodo delle fotocopie.
Per uscire da questo sistema di esistenza illegale l’autore dovette quindi attendere la caduta del comunismo.
A Varsavia fu pubblicato nel 1990 e in breve tempo raggiunse la tiratura di 300.000 copie.
Fu poi tradotto dal russo e pubblicato a Londra e a Mosca.
In Italia, nonostante le ottime recensioni di critici di prestigio come Leo Valiani e Paolo Milano, “Un mondo a parte” è stato di fatto ignorato, complice il sabotaggio del PCI, a quell’epoca molto influente.
Fu comunque pubblicato ad opera di Feltrinelli.
Il grande critico e conoscitore delle questioni russe, il londinese Edward Crankshaw scrisse sul famoso settimanale Observer che il libro sarebbe sopravvissuto alle istituzioni ( i campi di concentramento sovietici ) descritte.
E’ necessario conoscere questo libro, perché descrive oggettivamente un campo di lavoro sovietico ed esprime un concetto molto dibattuto sulla condizione umana, estrinsecato dall’autore con le frasi seguenti :
Sono giunto al convincimento che l’uomo può essere umano solo in condizioni umane, e considero assurdo il giudicarlo severamente dalle azioni che egli compie in condizioni disumane, come sarebbe assurdo misurare l’acqua dal fuoco, e la terra dall’inferno.
E la difficoltà, per uno scrittore che intenda descrivere obiettivamente un campo di lavoro sovietico, è ch’egli è costretto a scendere nelle profondità dell’inferno dove non è possibile trovare ragioni umane che spieghino azioni disumane.
E di laggiù i volti dei suoi compagni morti e di quelli forse ancora in vita guardano a lui, e le loro labbra, livide di fame e di freddo, sussurrano : ‘Racconta tutta la verità su di noi, dì che cosa siamo stati costretti a fare’
.”
Cenni biografici :
Gustaw Herling ( Kielce, in Polonia, 1919 – Napoli 2000 ) è considerato uno dei maggiori scrittori polacchi.
Debuttò alla fine degli anni trenta come critico letterario.
Fu arrestato dai sovietici nel 1939 mentre cercava di espatriare in Francia per combattere contro i tedeschi.
Deportato in un gulag sul Mar Baltico, fu liberato nel 1942 e si unì alle truppe polacche del generale Anders che combatterono, assieme agli inglesi, nel Nordafrica e in Italia.
Dal 1950 si trasferisce a Napoli.
Ha collaborato con riviste e quotidiani, ha scritto saggi e opere narrative.
I suoi libri, per molti anni vietati in Polonia, sono oggi tradotti e pubblicati con successo nelle principali lingue.
Feltrinelli ha pubblicato “Diario scritto di notte” (1992), Un mondo a parte (1994), Ritratto veneziano e altri racconti (1995), Don Ildebrando (1999).
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