domenica 16 ottobre 2016

LA VENDETTA DI STALIN


Forse non tutti sanno che il feroce dittatore sovietico, Josef Stalin, idolo delle sinistre di mezza Europa e leader dei comunisti seguaci della falce e martello, si macchiò del sangue di vittime innocenti anche dopo la fine della guerra mondiale.
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Stalin si occupò infatti molto alacremente della sua personale vendetta contro gli oppositori politici, i dissidenti, e coloro che lo avevano osteggiato e combattuto durante il conflitto mondiale, cercandoli anche fuori dai confini dell'Unione Sovietica.
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La sua ferocia lo spinse a ricercare in ogni angolo di Europa tutti coloro che per qualche motivo gi erano stati ostili.
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L’NKVD ebbe il massimo spazio di azione, soprattutto nei Paesi in cui i russi esercitavano una influenza politico militare, e dove la l'Unione Sovietica aveva interesse a rimanere anche dopo la conclusione del conflitto.
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A Budapest, in Ungheria, ad esempio, dopo l'occupazione di quei territori, furono catturati 75.000 civili e deportati nel GUlag, dove già erano stati rinchiusi altre centinaia di migliaia di ungheresi.
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La repressione non faceva eccezioni, chiunque poteva cadere sotto la scure sovietica ed essere arrestato.
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In Polonia l’NKVD prese di mira i superstiti dell’esercito polacco, e perfino i partigiani che avevano combattuto i tedeschi insieme a loro, così che migliaia di cittadini polacchi finirono nel Gulag dopo la guerra.
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La furia sovietica, istigata dal dittatore comunista si accanì spietatamente anche sulle repubbliche baltiche e sull’Ucraina, dove avvennero repressioni su vasta scala, così come in Cecoslovacchia, Bulgaria, Romania, ma soprattutto in Germania e in Austria.
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Le polazioni delle seguenti etnie, presenti nei territori euro asiatici furono perseguitate, arrestate e deportate sistematicamente in gran numero :
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Balcari, 40.000 deportati

Calmucchi, 90.000 deportati

Caraciai, 70.000 deportati

Ceceni, 390.000 deportati

Finlandesi, 9.000 deportati

Ingusci, 90.000 deportati

Tatari, 200.000 deportati in Uzbekistan

Tatari di Crimea,180.000 deportati

Tedeschi sovietici, 1.200.000 deportati

Ungheresi, 75.000 deportati
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A questi vanno aggiunti coloro che vennero catturati durante la guerra e che furono poi deportati nel Gulag, oppure uccisi subito :
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Militari Giapponesi, 600.000 catturati e deportati

Militari Italiani, ungheresi, rumeni, austriaci, 1.097.000 catturati e deportati

Militari Polacchi, 20.000 uccisi con un colpo alla nuca, a Katyn

Militari tedeschi sovietici, 2.388.000 catturati e deportati
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Stalin però non era ancora pago del bagno di sangue in cui si compiaceva, e volle mettere le mani anche su coloro che erano stati catturati dai nazisti e che dopo la guerra erano rimasti nell’Europa occidentale.
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Si stima che il loro numero si avvicinasse a cinque milioni e mezzo di individui.
il Generale Vlasov
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Inoltre c’erano oltre 150.000 vlasoviani, cioè i militari sovietici che combattevano sotto il comando di Andrej Vlasov, l’ufficiale russo che si era ribellato a Stalin e combatteva insieme a Hitler.
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C’erano inoltre gli emigrati anticomunisti, i cosiddetti “russi bianchi”, cioè coloro che si erano trasferiti in Occidente dopo aver perso la loro battaglia contro i bolscevichi in patria.
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Stalin voleva tutti costoro, e con la complicità delle Potenze occidentali infine riuscì a mettere le sue mani sporche di sangue su tutte questi individui, che da persone libere divennero vittime sacrificali.
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Roosevelt, Churchill e Stalin fecero un accordo (Jalta 1945) secondo cui tutti i cittadini sovietici presenti nei territori europei dopo la guerra dovevano essere rimpatriati in Unione Sovietica.
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L’NKVD iniziò a perlustare i campi  sparsi in tutta Europa, in cui erano raccolti i prigionieri russi.
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Churchill e Stalin
Gli agenti sovietici illudevano i loro connazionali dicendogli che li avrebbero considerati autentici cittadini anche se erano stati costretti ad arruolarsi nell’esercito tedesco, e che per loro si apriva un futuro radioso.
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In alcuni casi i prigionieri russi, piuttosto che essere consegnati all’NKVD si ribellarono e fecero di tutto per farsi sparare addosso dagli americani, ma il piano di rimpatrio forzato proseguì inesorabilmente.
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Nel 1945 Churchill ordinò esplicitamente alle truppe inglesi di iniziare le operazioni di rimpatrio di oltre 20.000 cosacchi, compreso donne e bambini.
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Si trattava in maggior parte di ex partigiani antibolscevichi, che si erano schierati con Hitler solo per avere il modo di combattere contro Stalin, il loro oppressore.
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A Lienz, i soldati britannici utilizzarono le baionette per costringere migliaia di donne e bambini a salire sui treni che li avrebbero condotti in Russia.
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Rovine di un Gulag siberiano
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Piuttosto che partire e andare verso morte certa le donne gettavano i figli dai finestrini e poi saltavano a loro volta dal treno.
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Un uomo uccise i propri figli, poi dopo averli ordinatamente distesi sull’erba si tolse la vita.
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I cosacchi sapevano bene che se fossero arivati in Russia il loro destino sarebbe stato il Gulag o il plotone di esecuzione.
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Le deportazioni continuarono così anche a guerra finita con la fattiva partecipazione degli americani e degli inglesi, che si resero così complici di Stalin.
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Questo è un altro tassello della Storia che evidenzia come le PORCATE commesse dalle "forze alleate di liberazione" rappresentino una caratteristica costante nel loro percorso sui territori europei.
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In Italia, ad esempio, le cosiddette “marocchinate” espressero la violenza brutale delle truppe di liberazione sulla popolazione civile, lasciando dietro di sé una scia di sangue e di dolore.
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In mezza Europa, dopo lo scempio perpetrato sulle varie popolazioni sia da Hitler che da Stalin, nel loro delirio di onnipotenza,  e dopo che l’Unione Sovietica si era appropriata di territori non suoi con la forza, abbiamo assistito, impotenti,  ad una ulteriore divisione di egemonie in accordo proprio con i comunisti di Mosca.
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Questa folle politica portata avanti da americani e inglesi, in perfetta simbiosi col comunismo russo, ha poi portato alla formazione di una Germania comunista, al famigerato “Muro di Berlino”, alla “Guerra fredda”, e alle vittime che ne sono derivate.
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Stalin si è pasciuto del sangue di milioni di vittime, e ha intriso la sua stessa essenza del loro sangue, usando la ferocia come arma di convinzione e la vendetta come arma di auto compiacenza, crogiolandosi ancora di più nel tragico risultato che ne è conseguito.
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Certo è , che lo ha potuto fare perché prima Hitler, e poi americani e inglesi sono stati suoi complici, accomunati da interessi politici economici.
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Altro che ideali ! Altro che libertà !
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E’ tutto fumo negli occhi, tant’è che ancora oggi si festeggia il 25 Aprile come Festa della Liberazione….

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Dissenso
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