giovedì 4 maggio 2017

JUOZAS LUKSA : PARTIGIANO ANTICOMUNISTA


Juozas Lukša conosciuto anche con lo pseudonimo di “Daumantas oppure con quello di “Skirmantas” nacque in Lituania il 10 agosto 1921 nel villaggio di Juodbūdis,  nel Distretto comunale di Prienaj  e scomparve il 4 settembre 1951 nel villaggio di Pazerai, nel distretto di Kaunas.
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E’ stato, dopo l’ultimo conflitto mondiale, uno dei leader più importanti dei partigiani lituani, che opposero al comunismo russo una resistenza armata antisovietica dal 1944 al 1956.
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Nel 1940, periodo in cui  l’Unione sovietica invase la Lituania, Lukša divenne membro del Fronte attivista lituano (LAF) che si proponeva di liberare il Paese ristabilendone l’indipendenza.
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Fu catturato dai russi e imprigionato nella città di Kaunas, il principale centro di resistenza contro il regime sovietico, ma successivamente fu liberato quando la Germania nazista invase la Lituania.
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Lukša iniziò nuovamente a collaborare con il movimento clandestino nel 1944, dopo il ritorno dell’Armata Rossa sovietica sui territori lituani, dapprima partecipando come studente ad azioni disarmate di supporto logistico, poi dal 1946 dopo l’arresto di molti attivisti, lasciando la città ed entrando nella resistenza armata.
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Alla fine del 1947 attraversò la famigerata “cortina di ferro” per raggiungere i Paesi occidentali e farsi portavoce della lotta e della resistenza del popolo lituano contro il comunismo sovietico.
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Dapprima raggiunse la Svezia, poi fu contattato dai Servizi segreti francesi e infine entrò nei ranghi della CIA, dove ottenne una formazione specifica come agente operativo nella Germania ovest.
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Nel 1948 a Parigi conobbe Nijole Brazenaitè Luksiene Paronetto, con cui dopo due anni di fidanzamento convolò a nozze nel 1950.
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Purtroppo dopo appena un mese furono costretti a separarsi, senza sapere che sarebbe stato per sempre.
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Nijolè emigrò negli Stati Uniti nel 1953 dove visse senza avere notizie del marito, fino a quando nel 1957 apprese della sua tragica fine.
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Durante il suo soggiorno in Europa scrisse il libro “Fighters for Freedom : Lithuanian Partisans Versus the U.S.S.R. 1944-1947”, in cui descrive come e perché  innumerevoli giovani sia uomini che donne lituani furono costretti dalle implacabili persecuzioni sovietiche ad abbandonare le loro attività quotidiane, e a prendere le armi in mano per difendersi dagli oppressori.
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Vivendo come fuorilegge e nascondendosi nei boschi, con la consapevolezza che ad ogni istante avrebbero potuto essere cacciati e uccisi come qualcuno dei tanti animali selvatici, questi giovani combattenti proseguirono decisi l’impari  lotta, con ogni mezzo a loro disposizione.
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Tre partigiani del "Fronte invisibile", al centro Luksa Juozas
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Lukša scrisse anche un racconto autobiografico della sua lotta per la libertà, intitolato "Forest brothers", attraverso cui abbiamo una diretta testimonianza del fatto che ben 28.000 combattenti, partigiani anticomunisti, sia uomini che donne, parteciparono a battaglie in tutta la Lituania, affrontando sconvolgimenti inimmaginabili, costituendo ciò che i sovietici denominarono “il Fronte invisibile”.
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Nel 2003 il regista Jonas Vaitkus prese spunto da queste vicende per girare un film sulla sua vita, intitolato Utterly Alone.
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Il film racconta i tentativi compiuti da Lukša, mediante i suoi viaggi in Europa occidentale, di trovare aiuti e sostegno per continuare la resistenza armata contro i sovietici (i suoi partigiani erano noti come “i Fratelli della foresta”), le cui fortune nella guerriglia contro le autorità sovietiche stavano diminuendo, in gran parte a causa dell'infiltrazione diffusa di spie dell’NKVD.
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L’epilogo del film mostra Lukša ucciso in un agguato in Lituania, anche se in realtà il suo corpo non è mai stato trovato.
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Lukša rientrò infatti in Lituania il 4 ottobre 1950 mediante un viaggio aereo, e nonostante il controllo radar sovietico, si fece paracadutare clandestinamente, allo scopo di riprendere la sua attività di partigiano.
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Fu ricercato senza successo dal controspionaggio sovietico salvo poi venir tradito da un suo compagno di combattimento, Jonas Kukauskas, e ucciso nell’autunno del 1951 a soli 30 anni di età.
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Le truppe comuniste di occupazione sovietiche in Lituania compirono sulla popolazione inerme efferatezze di ogni tipo, come rapine, omicidi, torture, e deportazioni.
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La NKVD, la famigerata polizia segreta di Stalin, e l’Armata Rossa, svelarono il loro vero volto compiendo atrocità di ogni tipo sul popolo che avevano invaso militarmente, sparando e uccidendo in nome del comunismo.
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Massacro di civili lituani ad
opera dei comunisti sovietici
In risposta a questa violenza gli uomini e le donne lituane si riunirono in bande e si rifugiarono nelle foreste per sfuggire alla repressione sovietica e all’arresto.
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Poi si organizzarono e iniziarono a combattere con qualsiasi mezzo a loro disposizione : stampe clandestine, sabotaggi, assassinio dell’invasore, battaglie.
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1949 - " Fratelli della foresta "
Molti di loro sperarono in un intervento dell’Occidente che però non arrivò mai.
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La NKVD, forte delle delazione di molti collaborazionisti, mise alle strette il movimento partigiano catturando molti dei loro combattenti e sottoponendoli a torture efferate.
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Spesso i loro corpi venivano decapitati, smembrati, dilaniati e lasciati appesi nei mercati rionali come terribile esempio di dissuasione per la popolazione.
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Le storie di questi eroi partigiani combattenti anticomunisti  sono sconosciute nel mondo occidentale, poiché gli intellettualoidi delle sinistre, attuando la loro sistematica disinformazione,  ne hanno accuratamente occultato e cancellato la memoria.
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Inoltre l’apparato disinformativo dei nostalgici della falce e martello, ha tentato di delegittimare l’operato dei partigiani anticomunisti lituani, accostandone le gesta a presunte collusioni con il nazismo.
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Ciò è veramente vergognoso, se consideriamo che l’Unione sovietica ha invaso la Lituania per ben due volte, e che solo l’avanzata delle truppe germaniche ha dato respiro alla popolazione oppressa, liberandola dal giogo comunista.
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Combattenti per la libertà, sia uomini che donne lituane, vengono decorati sul campo
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Questo è l’unico motivo per cui le truppe tedesche vennero accolte con benevolenza, grazie al fatto che senza di loro l’intero popolo lituano sarebbe stato sterminato, così come era già successo in altre zone dell’oriente ad altre etnie tragicamente sopraffatte dalla violenza comunista, come ad esempio  i calmucchi, i tatari, o gli ingusci.
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Il leggendario Juozas Lukša-Daumantas e i Fratelli della Foresta sono da considerare eroici partigiani per la libertà, che hanno combattuto contro la violenza esercitata dal comunismo sul popolo lituano, fino all’estremo sacrificio.
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Oggi la Lituania è un Paese finalmente libero, aderente alla NATO e all’Unione europea.
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Una unità delle Forze Armate Lituane odierna (la LF TC) è stata intitolata quindi a questo leader guerrigliero che si è distinto nella lotta per la libertà della Lituania stessa :
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Juozas Lukša-Daumantas.
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Dissenso
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