venerdì 2 giugno 2017

I CRIMINI dell’ONU contro l’umanità


L’Organizzazione delle Nazioni Unite rappresenta, nell’immaginario collettivo popolare e nelle finalità stesse di principio, lo strumento attraverso cui l’alleanza degli Stati che la compongono cerca di garantire la Pace e la sicurezza internazionale.
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L’articolo 5 dello statuto promuove il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali di tutti gli individui, mentre l’articolo 6 promuove a sua volta il disarmo e la disciplina degli armamenti.
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La Storia però ci offre una situazione drammaticamente diversa da quella che il predicato dell’ONU si è prefissato nella sua dichiarazione di intenti, fornendoci elementi oggettivi che ci inducono a considerare l’Organizzazione delle Nazioni Unite come destabilizzante e contraria alle finalità dichiarate.
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Lo provano ad esempio i comportamenti tenuti nei confronti della “vicenda” cambogiana, a partire dal colpo di Stato contro Re Norodom Sihanouk, organizzato dalla CIA, fino alla morte di Pol Pot, il feroce massacratore di tre milioni di persone.
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Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che nel 1970 la neutralità cambogiana durante il conflitto Usa-Vietnam costituiva un ostacolo per gli Stati Uniti, che non avrebbero voluto che Re Sihanouk permettesse alle truppe comuniste vietnamite di transitare liberamente nei territori cambogiani più remoti, nonostante il fatto che anche gli americani stessi fossero autorizzati a sorvolare quei territori per bombardarli.
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La popolazione cambogiana composta da sei milioni di persone viveva in un clima di pace e indipendenza che Re Sihanouk riuscì a garantire mantendo la neutralità dal conflitto tra i Paesi vicini, il Laos e il Vietnam.
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Re Sihanouk sul trono cambogiano
Nel marzo 1970 approfittando del fatto che Re Sihanouk era a Mosca in visita ufficiale, la CIA sostenne un colpo di Stato che portò al potere il generale Lon Nol, obbligando Sihanouk a riparare a Pechino e ad allearsi con il Fronte unito di khmer rossi, nazionalisti repubblicani e sihanoukisti, di cui prese il comando.
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Tutto ciò porterà a conseguenze tragiche, come la Storia ci insegna, poiché l’esercito dei khmer rossi nella sua lotta contro Lon Nol compirà una vera e propria rivoluzione radicale, per la cui realizzazione i loro leader, come Khieu Samphan e Saloth Sar (il famigerato Pol Pot), stermineranno tre milioni di cambogiani.
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Fu pianificato un vero e proprio genocidio sistematico, che prevedendo le deportazioni degli elementi da epurare da ogni città e villaggio della Cambogia, culminava con l’assassinio dei prigionieri con metodi brutali e sanguinari.
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La tortura, il lavoro forzato, e la malnutrizione dei prigionieri, compreso le donne, i vecchi e i bambini, portarono alla morte di un terzo della popolazione cambogiana.
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I khmer rossi comunisti distrussero qualsiasi forma di civiltà presente prima del loro arrivo, sperimentando le barbare tecniche di sottomissione già usate da Mao Tse Tung, come la collettivizzazione della proprietà, la distruzione di templi, biblioteche, delle scuole, e di tutto ciò che potesse essere di riferimento intellettuale.
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Il genocidio cambogiano : tre milioni di morti
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Era sufficiente indossare un paio di occhiali per venire considerati tali ed essere quindi giustiziati seduta stante.
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Le città, indicate come covi di capitalisti, furono evacuate e la popolazione fu obbligata a trasferirsi nelle foreste, dove la fame e le malattie falcidiarono i meno resistenti, come le donne, i bambini e gli anziani.
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Pol Pot disseminò i territori cambogiani di mine, definendole come “soldati perfetti” perché potevano uccidere tutti coloro che non erano necessari alla realizzazione della nuova utopia comunista, per la quale erano sufficienti solo un milione di persone : gli altri dovevano essere epurati.
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Le testimonianze dei sopravvissuti ci raccontano anche di torture efferate, come le scariche di elettroshock, le dita mozzate, le unghie strappate, le bastonate  e le badilate, così come i colpi di zappa per le esecuzioni capitali (per risparmiare le munizioni), gli stupri e tante altre nefandezze di cui i khmer rossi si sono macchiati.
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Per ironia della sorte, il nuovo Governo fondato da Khieu Sampan e da Pol Pot prese il nome di Kampuchea Democratica.
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Quando nel 1979 i vietnamiti  intervennero militarmente in Cambogia, liberandola dalla ferocia dei khmer rossi, furono accolti dalla popolazione festante, che vide in loro ciò che in effetti erano : dei liberatori.
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Tutto ciò però non piacque a Washington, che vide nell’espansione vietnamita un elemento di contrasto per le sue politiche di contenimento del comunismo nell’area indocinese.
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Anche i khmer rossi reagirono all’offensiva vietnamita, appoggiati sia dalla Cina che dagli USA, che fornirono loro armi e supporto, permettendogli di iniziare una nuova guerriglia contro l’esercito di occupazione vietnamita.
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In tutto questo lasso di tempo e nonostante il fatto che i vertici dei khmer rossi fossero costituti da criminali sanguinari, l’ONU riconobbe come legittimo il ruolo politico degli stessi khmer, confermandogli anche il seggio alle Nazioni Unite.
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Il genocidio che Hitler compì sulla razza ebraica ha forse una valenza diversa da quello portato a termine da Pol Pot sui cambogiani ?
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La teoria khmer secondo cui la loro stessa razza era degenerata a causa  dei matrimoni misti con cinesi e vietnamiti, e corrotta dal contatto con l’occidente (colonialisti francesi e imperialisti americani), culminava con la macabra teoria del massacro purificatore, come una selezione darwiniana che avrebbe permesso ai cambogiani di risorgere sani e forti.
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Una teoria molto simile a quella nazista che prevedeva l’annichilimento di chiunque non fosse ariano, ma che ha ottenuto dall’Occidente e dall’ONU una risposta molto diversa.
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Pol Pot non è mai stato nemmeno giudicato da alcun tribunale internazionale, ma è morto in libertà, nel 1998, in circostanze non ancora chiare.
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Ciò che invece è chiaro, in termini politici, è il fatto che il Partito Marxista Leninista italiano, per bocca del suo Segretario Giovanni Scuderi, gli tributò un omaggio alla notizia della sua morte.
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Sia l’ONU che il comunistoide sopra citato sono palesemente correi di Pol Pot, poiché hanno inneggiato, sostenuto e avvallato le sue azioni, le sue nefandezze e la sua ferocia.
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Cosa diremmo se l’ONU avesse sostenuto Hitler, confermandogli un seggio  e riconoscendolo come leader legittimo del popolo ?
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Tutto ciò va contro i princìpi stessi dell’ONU, così enfaticamente sventolati e ribaditi, e rispecchia invece una simbiosi con quegli interessi politico-militari della CIA che nulla avrebbero a che vedere con tutto ciò.
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La benevolenza dimostrata verso i responsabili di un genocidio pone l’ONU tra coloro che si sono macchiati di crimini contro l’umanità.
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Lo dicono le vittime di Pol Pot e le coscienze di chi, come me, prende le distanze sia da criminali che si sono macchiati di crimini efferati e di genocidi, che dai loro protettori, come i burocrati dell’ONU.
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ONU 1979 : Discorso di Ieng Thirith
I tribunali internazionali che l’ONU ha finalmente dovuto istituire per non perdere la faccia, hanno prodotto un verdetto solo nel 2009, con la condanna di Kaing Guek Eav, detto Duch a 35 anni di carcere, seguito nel 2014 da altri due verdetti di ergastolo per Khieu Samphan e Nuon Chea (ideologo del Partito).
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Altri due imputati nel frattempo erano morti : Ieng Sary e sua moglie Ieng Thirith.
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Tre milioni di morti e tre colpevoli …
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Questo è l’esito delle politiche e delle nefandezze dell’ONU, che praticamente si traducono nella spaventosa benevolenza dimostrata in questa occasione, come se il popolo cambogiano non avesse pieno diritto di veder condannati i responsabili.
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Ma già … dimenticavo … i responsabili avevano il pieno appoggio dell’ONU, mentre il civile Occidente stava a guardare …
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Dissenso
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