domenica 9 settembre 2018

Criminale comunista : TAMARA PAVLOVNA PECHERNIKOVA


Tamara Pavlovna Pechernikova (Saratov, 11/02/1927  -  Mosca, 16/08/2007), è stata un medico psichiatra sovietico, specialista in psichiatria forense.
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La ricerca storica indica chiaramente che è stata coinvolta nella pratica di abusare della psichiatria per scopi politici durante il comunismo sovietico, per compiacere i gerarchi del regime.
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La prassi consolidata dall’apparato repressivo di Stalin e dai suoi successori prevedeva infatti il ricorso alle inumane inquisizioni psichiatriche che compiacenti Dottori specialisti in materia, appunto, infliggevano alle  malcapitate vittime.
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Tamara Pechernikova si laureò all’Istituto Statale di Crimea nel 1949 e, dopo aver lavorato nell’Ospedale psichiatrico di Kostroma, nel 1950 iniziò gli studi di specializzazione presso il Centro Federale di Ricerca Medica di Psichiatria intitolato a VP Serbsky, a Mosca.
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Forte di una laurea ed una specializzazione in psichiatria forense, la Dottoressa Pechernikova entrò a far parte di quella schiera di professionisti che collaboravano con l’autorità comunista, ordinando i ricoveri coatti per coloro che contravvenivano agli articoli 58, 59, e 60 del Codice Penale sovietico e sottoponendoli a trattamenti farmacologici devastanti.
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I seguenti articoli di Legge furono appositamente introdotti dai collaboratori di Stalin per opporre con la coercizione un freno alla dissidenza politica.
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Art. 58 . “Adozione di misure coercitive di carattere sanitario nei confronti degli infermi di mente”:
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« Nei confronti di chi ha commesso un fatto socialmente pericoloso in stato di non imputabilità, o chi abbia subito squilibri psichici per cui non sia in grado di rendersi conto delle proprie azioni, o di controllarle, il tribunale può adottare le seguenti misure coercitive di carattere sanitario :
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1)    ricovero in un ospedale psichiatrico di tipo comune ;
2)   ricovero in un ospedale psichiatrico di tipo speciale ».
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Art. 59 . “Ricovero in un ospedale psichiatrico”:
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« […] Il ricovero in un ospedale psichiatrico di tipo speciale può essere disposto dal tribunale nei confronti dell’infermo di mente che, che per il suo stato psichico e per il carattere del fatto socialmente pericoloso commesso, costituisca uno specifico pericolo per la società.
Le persone ricoverate in ospedale psichiatrico di tipo speciale sono tenute sotto stretta sorveglianza, tale da escludere la possibilità che esse commettano nuovi fatti socialmente pericolosi ».
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Art. 60 . “Applicazione, cambiamento e cessazione delle misure coercitive di carattere sanitario nei confronti degli infermi di mente”:
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« […] La cessazione delle misure coercitive di carattere sanitario viene disposta dal Tribunale, su referto dell’istituto di cura, nei casi in cui il ricoverato sia guarito oppure sia cambiato il carattere della sua malattia, e pertanto sia venuta meno la necessità di applicare ulteriormente le misure sanitarie già stabilite».
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Era quindi sufficiente contestare a qualsivoglia persona uno di questi tre articoli per dare la possibilità agli psichiatri compiacenti di intervenire e decretare il ricovero forzato in strutture psichiatriche.
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Questa era esattamente l’attività specifica della Dottoressa Pechernikova, sempre pronta a inquisire quei dissidenti che le venivano segnalati dai servizi segreti dell’apparato repressivo comunista e dai sanguinari assassini di Stalin.
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Alla morte del dittatore georgiano la criminale psichiatra comunista continuò la sua attività al servizio del regime, proseguendo la sua atroce opera di inquisizione psichiatrica sotto il controllo di Chruscev, e proseguendo fino al 2007 contro i dissidenti contemporanei, indicati da Putin, oppure manipolando situazioni particolari in modo da compiacere i desideri del nuovo dittatore.
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Nel 1959 Nikita Chruščëv, per giustificare l’uso sovietico della psichiatria, dichiarò che :
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Un crimine è una deviazione dagli standard di comportamento generalmente riconosciuti, spesso causato da disturbi mentali.
E’ possibile che si manifestino patologie nervose all’interno di una società comunista ? Ovviamente si.
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Quindi era possibile che persone affette di da disturbi mentali potessero compiere dei crimini :
in tal caso, “a coloro che intendono fondare l’opposizione al comunismo su queste basi, possiamo rispondere che le condizioni di tali persone deviano in maniera evidente dalla normalità.
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In pratica secondo i parametri valutativi di Chruscev, aggiustati in modo che potessero confacere alle sue esigenze repressive, era sufficiente essere dissidente per diventare, in quanto tale e quindi “manifestamente”, un alienato mentale, da affidare alle cure della Dottoressa Pechernikova.
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Il lungo elenco dei perseguitati dal comunismo sovietico e degli internati in manicomio per volontà della criminale psichiatra di regime, è sintomatico del disprezzo dei diritti umani che ha sempre accompagnato la Storia della Russia, non solo sovietica.
Alexander Esenin
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Eccone una parte :
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Alexander Esenin-Volpin, (San Pietroburgo, 12/05/1924  -  Boston, Stati Uniti, 16/03/2016) era figlio del celebre poeta russo Sergei Esenin.
Nel 1946 scrisse un poema considerato anti-sovietico che gli costò l’internamento in un Ospedale psichiatrico speciale a Leningrado.
Durante l’era di Kruscev, il poeta fu internato altre due volte in manicomio, e dopo una ondata di proteste internazionali fu autorizzato a emigrare negli Stati Uniti.
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Alexandr Ginzburg
Alexandr Ginzburg (Mosca, 21/11/1936 - Parigi, 19/07/2002), scrittore, giornalista, poeta, e dissidente attivista per i diritti umani.
L’intellettuale russo era anche amministratore del “Fondo di aiuto alle famiglie dei prigionieri politici in URSS” creato da Aleksandr Solzenicyn con il ricavato dei suoi diritti d’autore.
Numerosi interventi furono fatti per evitare il suo arresto, che avvenne comunque nonostante Ginzburg fosse appena stato dimesso dall’Ospedale con una diagnosi di polmonite con infezione tubercolare, con febbre permanente e con la prescrizione di ricoverarsi in un sanatorio.
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Alexandr Podrabinek (Elektrostal, 08/08/1953) è un giornalista e attivista per i diritti umani che si è interessato proprio degli abusi politici della psichiatria nell’URSS, pubblicando un libro intitolato “Punitive Medicine”.
Il 15 agosto 1978 fu condannato a 5 anni di esilio interno.
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Andrei Sacharov
Andrei Sacharov (Mosca, 21/05/1921  -  Mosca, 14/12/1989) è stato un importante fisico nucleare e un attivista per i diritti civili, che gli valse il premio Nobel per la Pace nel 1975.
Il regime comunista russo gli impedisce di andare a Oslo per ritirare il premio, che viene quindi consegnato alla seconda moglie Elena Bonner, la quale legge il suo discorso ai presenti.
Manifestò la sua contrarietà all’ingresso delle truppe sovietiche in Afghanistan e per questo motico fu arrestato e nel 1980 confinato a Gorkij.
Nel 1986 fu riabilitato da Michail Gorbacev e rientrò a Mosca dove fu eletto deputato nel 1989, prima di morire.
Queste sono alcune delle sue parole :
"È intollerabile pensare che, mentre noi siamo qui riuniti in questa sala per questa solenne cerimonia, centinaia, migliaia di prigionieri di coscienza soffrono duramente da anni per la fame, la mancanza di medicine, per il lavoro estenuante;
tremano per il freddo, l’umidità e l’esaurimento in carceri semibuie;
sono costretti a lottare incessantemente per la loro dignità umana, per difendere le loro convinzioni contro la macchina della rieducazione, che in realtà spezza le loro anime.
La cosa più spaventosa è l’inferno degli ospedali speciali psichiatrici di Dnepropetrovsk, Sycevka, Blagovescensk, Kazan, Cernjachovsk, Orel, Leningrado e Taskent."
(Dal discorso di Andrej Sacharov in occasione del conferimento del Premio Nobel per la pace nel 1975.
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Evgeni Belov, fu internato in un manicomio criminale per aver  scritto lettere di protesta al partito e a Leonid Brezhnev per la mancanza di libertà nel Paese
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Joseph Brodsky
Joseph Brodsky (Leningrado, 24/05/1940 - 28/01/1996) è stato un poeta e saggista  americano di nascita russa.
Era un ebreo dissidente, cresciuto in un clima di antisemitismo, che disprezzava Lenin fin dagli anni della Prima elementare.
Per le sue poesie fu prima rioverato due volte in un Ospedale psichiatrico, poi fu arrestato e condannato a 5 anni di lavori forzati.
Grazie alle proteste internazionali fu liberato dopo un anno e gli si fece scegliere fra due soluzioni : entrare in manicomio o andarsene dalla Russia.
Nel 1975 Brodsky emigrò verso Vienna, poi  andò a Londra, e infine negli Stati Uniti, dove insegnò fino alla sua morte.
Fu insignito del Nobel per la Letteratura nel 1987.
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Leonid Plyushch (Naryn, Kirghizistan, 26/04/1938  -  Bessèges, Francia, 04/06/2015) è stato un matematico ucraino e dissidente sovietico.
Firmò una dichiarazione di solidarietà, insieme ad altri 16 dissidenti sovietici, a favore dei movimenti democratici in Cecoslovacchia che si opponevano all’invasione sovietica.
Nel 1972 fu quindi arrestato e dichiarato pazzo, e rinchiuso in un Ospedale psichiatrico per pazienti psicotici gravi di Dnipropetrovsk.
Fu liberato nel 1976 e gli fu permesso di lasciare l’Unione Sovietica.
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Natalya Gorbanevskaya
Natalya Gorbanevskaya (Mosca, 26/05/1936 - Parigi, 29/11/2013) nel 1968 manifestò in Piazza a Mosca la sua contrarietà all’invasione  sovietica della Cecoslovacchia e ne descrisse la manifestazione nel suo libro “Piazza Rossa a mezzogiorno” che le costò l’arresto.
Anche in questa occasione il regime comunista si appoggiò alla sapiente perseveranza inquisitoria della criminale psicologa asservita alla politica, che interrogò la scrittrice, basandosi sulla interpretazione del dissenso politico come problema psichiatrico.
L’Istituto Serbsky la dichiarò soggetta a “profonda psicopatia con presenza di un processo schizofrenico lieve e cronico”, e le permise di tornare a casa.
Nel dicembre 1969 fu arrestata e condannata alla detenzione indefinita per “schizofrenia pigra” (cioè che si sarebbe potuta sviluppare in seguito) e fu rilasciata solo dopo tre anni di internamento nel manicomio di speciale di Kaza, nel febbraio 1972.
A Parigi, dove la scrittrice si sottose a nuovi esami presso autorevoli psichiatri, fu riconosciuta totalmente sana di mente.
Pyotr Grigorenko
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Pyotr Grigorenko (Borysivka, Ucraina, 16/10/1907 - New York, Stati Uniti, 21/02/1989) era un Generale che costituì un gruppo dissidente leninista, contrario alle politiche di Chruscev.
Dopo ben tre visite psichiatriche fu condotto al famigerato Istituto Serbsky e riconosciuto affetto da malattia mentale, come delirante paranoico.
Fu espulso dall’URSS e si trasferì negli Stati Uniti, dove altri esami psichiatrici lo riconobbero completamente sano di  mente.
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Sergei Pisarev, fu arrestato per aver criticato la Polizia segreta nel contesto del cosiddetto “complotto dei Medici”, la campagna antisemita iniziata da Stalin e poi non conclusa a causa del suo decesso.
Pisarev intraprese una campagna contro gli abusi politici della psichiatria, concentrandosi su quelli avvenuti all’Istituto Serbsky, dove lavorava la Dottoressa Pechernikiva.
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Tarsis Valery (Kiev, Ucraina, 23/09/1906  -  Berna, Svizzera, 03/03/1983) fu uno scrittore, critico nei confronti del regime comunista.
Scrisse “Ward n° 7), un resoconto dell’uso politico della psichiatria per soffocare la dissidenza in URSS.
Valeriya Novodvorskaya
Nel periodo 1963-1964 Tarsis fu detenuto per motivi politici nell’Ospedale psichiatrico Kashchenko di Mosca, da cui trasse poi spunto per la sua opera.
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Valeriya Novodvorskaya, (Bielorussa, 17/05/1950 - Mosca, 12/07/2014) era una dissidente russa che creò una organizzazione studentesca clandestina contraria al regime, e fu per questo arrestata e condannata ad una detenzione indefinita nell’ospedale psichiatrico della prigione di Kazan.
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Viktor Fainberg (Kharkov, Ucraina, 26/11/1931) è un dissidente russo che partecipò alla dimostrazione nella Piazza Rossa di Mosca contro l’intervento sovietico in Cecoslovacchia, e per questo fu internato per 5 anni nell’Ospedale Psichiatrico di Lenigrado.
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Viktor Nekipelov (Harbin, Cina, 29/09/1928  -  Parigi, 01/07/1989) era un poeta dissidente, arrestato nel 1937 e sottoposto a valutazione psichiatrica dal  15 gennaio  al 12 marzo 1974, poi giudicato sano di mente e condannato a due anni di reclusione.
Nel 1976 pubblicò sotto forma di samizdat il suo libro intitolato “Istituto di scemi: Note sull’Istituto di Serbsky”, basato sulla sua personale esperienza all’Istituto psichiatrico Serbsky, che gli costò  sette anni di campo di lavoro e 5 di esilio interno.
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Viktor Rafalsky, appartenente ad un gruppo marxista clandestino fu arrestato e internato più volte in tre differenti manicomi criminali durante la detenzione durata 24 anni (nel periodo che va dal 1954 al 1987).
Nei suoi scritti dichiarò :
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Vladimir Bukovsky
Vladimir Konstantinovich Bukovsky (Belebey, 30/12/1942) è un dissidente e un  attivista russo per i diritti umani.
Ha trascorso ben 12 anni fra Ospedali psichiatrici speciali, campi di lavoro e prigioni dell’Unione Sovietica.
E’ membro della Fondazione commemorativa per le vittime del comunismo e Membro Fondatore di Human Rights Foundation di New York.
Nel 1971 Bukovsky ha diffuso in Occidente 150 pagine di documenti che attestano l’abuso delle istituzioni psichiatriche nell’Unione sovietica
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Yuli Daniel (Mosca, 15/11/1925  -  Mosca, 30/12/1988) fu deportato in un Ospedale psichiatrico del gulag a causa delle sue opere satiriche anti-staliniste e per le sue proteste sul disprezzo dei diritti umani nell’Urss.
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Zhores Medvedev (Tbilisi, Georgia, 14/11/1925) è uno storico e dissidente russo.
Dopo una sua pubblicazione sulla censura postale nell’Urss, Medvedev fu  arrestato e internato nell’Ospedale psichiatrico di Kaluga nel 1970.
Insieme al fratello Roy è autore della rivista samizdat “XX secolo”
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Per l’odierno zar di tutte le Russie Vladimir Putin, famoso per la crudeltà a cui fa ricorso per annientare le sue vittime, è stata una prassi abituale quella di ricorrere alle consulenze psichiatriche della famigerata Dottoressa, fino al 2007, anno della sua dipartita, continuando poi ad avvalersi della collaborazione dei suoi successori.
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Elza Kungaeva
Fece clamore caso del colonnello Yuri Budanov, il famigerato criminale dell’esercito di Putin che in Cecenia divenne famoso per le atrocità commesse, svelate dalla giornalista Anna Politkovskaja, successivamente ammazzata dai sicari di Putin per zittirla.
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Il colonnello in questione si rese colpevole anche dell’efferato omicidio di una giovane ragazza cecena, Kheda Kungaeva, detta Elza, appena diciottenne, che venne prelevata con la forza dalla sua abitazione, strappandola ai genitori, e condotta all’accampamento di Budanov, dove il criminale comunista le usò violenza e la  torturò fino a ridurla in stato di incoscienza, poi la strangolò uccidendola con le sue mani, freddamente e consapevolmente.
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La famigerata psichiatra di regime, la Dottoressa Pechernikova, in forza all’altrettanto famigerato “Istituto “Serbskij” di Mosca, che dopo aver operato con KGB e NKVD, proseguì l’attività al soldo dell’FSB (i vari servizi segreti che si sono succeduti nel regime russo), è intervenuta per “sollevare” Putin da un enorme imbarazzo, e cioè dal fatto che un suo decorato “eroe di guerra” fosse in realtà un feroce psicopatico sadico e sanguinario.
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La Dottoressa ha infatti dichiarato, dopo attento esame psichiatrico, che il colonnello Budanov era, nel momento dell’efferato delitto, in temporaneo stato di non intendere e di volere.
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La dicitura “temporaneo”, ideata dalla Dottoressa per compiacere le esigenze di Putin significa che sia prima che dopo questo “increscioso” episodio, in cui Budanov ha torturato, stuprato e strangolato la sua vittima, premeditatamente, il colonnello era ed è sanissimo di mente.
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Larisa Arap
Tale giudizio psichiatrico gli è valso ad assicurarsi  l’assoluzione nel primo processo penale, da cui uscì illeso : secondo il parere dei giudici del tribunale infatti  Budanov NON aveva commesso alcun crimine di guerra proprio perché secondo la diagnosi della Dottoressa Pechernikova era in temporaneo stato di non intendere e di volere.
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Putin fece rinchiudere nella struttura psichiatrica di  anche un’altra attivista per i diritti umani, la giornalista Larisa Arap (Mosca, 1958).
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Arap nel 2007 aveva pubblicato degli articoli in cui denunciava i maltrattamenti subìti dai pazienti negli Ospedali di Murmansk e di Apatity.
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La sua accusa dichiarava che alcuni pazienti erano stati uccisi per prelevare loro gli organi interni destinati a trapianti, mentre altri, soprattutto bambini, venivano sottoposti alla “terapia” dell’elettroshock.
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Gli stupri e le torture erano all’ordine del giorno, così come il ricovero di persone sane per interessi economici, come l’appropriazione dei loro beni.
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Quando il 15 luglio 2007 Arap si recò alla Clinica di Severomorsk per la documentazione necessaria al rinnovo della patente di guida, per la quale si era già sottoposta agli esami di rito, le fu chiesto se fosse lei l’autrice dell’articolo “Madhouse” in cui denunciava gli abusi della psichiatria.
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Alla sua risposta affermativa la Dottoressa Reset fece chiamare la Polizia e la fece arrestare, poi le iniettò delle droghe per indebolirla e la fece trasferire immediatamente a Murmansk.
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La guardia medica, Yulia Kopyia, riferì poi ai familiari di Larisa che la pubblicazione dell’articolo “Madhouse” era la prova evidente della follia della giornalista.
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Arap fu picchiata brutalmente dal personale medico subendo danni alla colonna vertebrale, legata al letto e trattata con “sedativi”.
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La giornalista reagì iniziando uno sciopero della fame, ma le autorità sanitarie comuniste le imposero l’alimentazione forzata.
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Fu rilasciata il 20 agosto con la clausola che continuasse le cure prescritte dai medici, in attesa di una decisione finale del Tribunale, a proposito della quale gli psichiatri affermarono:
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Tutto nel tribunale è sotto il nostro controllo: medici, polizia e pubblici ministeri sono la stessa squadra, non hai un posto dove andare ... ti lasciamo andare, ma tu devi pensare alla tua famiglia.
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Dalle testimonianze di tante vittime risulta ben delineato il ruolo criminale della Dottoressa comunista psichiatra, sebbene il cognome Pechernikova sia sconosciuto in Europa, nelle “civili” società impegnate esclusivamente in attività anacronistiche come quella dell’antifascismo oppure nella disinformazione applicata ai crimini del comunismo.
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Nelle scuole italiane si istigano i bambini a cantare “bella ciao” e si ignorano i crimini contro l’umanità commessi ieri da Stalin, e oggi da Putin, insieme ai loro complici, come appunto Tamara Pavlovna Pechernikova e alle altre decine di criminali comunisti
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Anatoly Koryagin
Lo psichiatra sovietico Anatoly Koryagin (Kans, Siberia, 15/09/1938) ha esposto in Occidente gli abusi della psichiatria nell’Unione Sovietica, affermando che il regime comunista ha costruito appositamente delle prigioni psichiatriche per rinchiudervi e punire i dissidenti.
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Dal 1963 Koryagin ha lavorato quattro anni come psichiatra ad Abakan, e nel 1972 è diventato vice-capo dell’Ospedale psichiatrico regionale di Kyzil.
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Nel 1978 ha lavorato come consulente presso la clinica psichiatrica di Kharvic, mentre l’anno precedente ha diretto la commissione clandestina creata per indagare sull’uso della psichiatria per fini politici.
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Fu arrestato nel 1981 e condannato a 7 anni di lavori forzati, a cui seguirono 5 anni di esilio interno, accusato di attività antisovietica.
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Koryagin documentò l’esistenza di ben 16 Ospedali speciali per dissidenti e di 183 dissidenti che vi erano stati rinchiusi forzatamente.
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Fu rilasciato nel 1987 ed emigrò in Svizzera dove tuttora vive.
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Dissenso
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