lunedì 9 ottobre 2017

CRIMINALE COMUNISTA : Cesare Battisti

Nato a Cisterna di Latina il 18 dicembre 1954, comunista e assassino, criminale e rivoluzionario, questo personaggio già militante del gruppo “Proletari armati per il comunismo”, è responsabile della morte di ben quattro persone durante il periodo cosiddetto degli “anni di piombo” (fine anni sessanta e inizio anni ottanta).
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Il suo modus operandi è sempre stato quello di protagonista della lotta armata e del terrorismo, attraverso cui ha versato il sangue di molte vittime innocenti.
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Dopo essere stato condannato in contumacia all’ergastolo dalla Giustizia italiana, Cesare Battisti è scappato, dandosi alla latitanza e rifugiandosi prima in Messico, poi in Francia, poi in Brasile.
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La compiacenza di politici sinistroidi come Mitterand (ex Presidente francese), e di comunisti come Lula Da Siva (ex Presidente del Brasile) hanno protetto questo professionista del crimine dalle richieste di estradizione della Giustizia italiana.
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La "legge Mitterand" gli permise di diventare impunemente uno scrittore di romanzi noir, nonostante avesse la mani sporche del sangue di ben quattro vittime innocenti.
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Fin da ragazzo Battisti è stato protagonista di episodi delittuosi, come atti di teppismo e di piccola delinquenza, per passare poi nel 1972 ad una prima rapina.
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In seguito fu arrestato per un’altra rapina con sequestro di persona, ma non scontò la pena.
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A vent’anni di età venne denunciato per aver condotto con sé in albergo due minorenni, una di 16 e l’altra di 13 anni, ma anche in questo caso non fu condannato.
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La fede nel comunismo e le solide radicalizzazioni ideologiche di stampo marxista sono sempre stati il suo punto di forza nell’applicare al suo modus oprandi un modello sanguinario e feroce, in dispregio totale della vita umana.
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Battisti partecipò alle azioni più violente dei PAC (Proletari armati per il comunismo) compiendo rapine a banche e a supermercati.
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Successivamente commise alcuni omicidi di commercianti e di appartenenti alle forze dell’ordine.
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Nel 1979 uccise infatti il gioielliere Pierluigi Torregiani e fu condannato inizialmente a 13 anni e 5 mesi.
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Nel 1981 evase di prigione e si rifugiò in Francia.
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Nel 1985 fu condannato all’ergastolo in contumacia (sentenza confermata nel 1991) perché responsabile di 4 omicidi e di vari altri reati.
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Venne nuovamente condannato all’ergastolo nel 1988 (sentenza confermata dalla Cassazione nel 1993) per omicidio plurimo, oltre che per i reati di banda armata, rapina e detenzione di armi.
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Ecco l'elenco dei crimini commessi da questo terrorista comunista :
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6 giugno 1978, a Udine.
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Antonio Santoro
Omicidio di Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria di Udine.
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Il sottufficiale venne aggredito mentre all’uscita da casa sua si recava al lavoro, alle sette del mattino.
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Un terrorista comunista lo aspettava, fingendo di intrattenersi con la propria ragazza, evidentemente una complice criminale, e lo raggiunse colpendolo alle spalle, vigliaccamente., con tre colpi di arma da fuoco (revolver Glisenti 10.20).
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La delirante motivazione si riscontra nelle dichiarazioni dei PAC, espresse attraverso un volantino intitolato  Contro i lager di Stato”, in cui si affermava che l’Istituzione carceraria andava distrutta perché «ha una funzione di annientamento del proletariato prigioniero» e di «strumento di repressione e tortura».
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La sentenza di condanna emessa dal Tribunale indica Battisti come esecutore materiale, per aver sparato personalmente i tre colpi di revolver, e riconosce la sua finta fidanzata Enrica Migliorati, insieme a Claudio Lavazza e Pietro Mutti (reo confesso), come complici, perché rimasti in attesa sull’auto parcheggiata poco distante e usata per la fuga.
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Fu proprio Pietro Mutti, dichiarandosi pentito, che accusò Cesare Battisti.
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Inoltre sono stati condannati anche Arrigo Cavallina e Sebastiano Masala (rei confessi) concorrenti nell’omicidio con Luigi Bergamin, in quanto tutti organizzatori del delitto e gestori della fase rivendicativa presso gli organi di stampa.
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16 febbraio 1978, a Milano
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Omicidio di Pierluigi Torregiani, gioielliere.
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Alberto Torregiani
Battisti era occupato con l'omicidio Sabbadin, ma fu condannato per questo atto criminoso come co-ideatore e co-organizzatore.
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Il commando comunista attese Torregiani davanti al suo negozio e nel conflitto a fuoco che ne derivò rimasero colpiti sia il gioielliere (mortalmente ) che il figlio Alberto, che venne ferito gravemente e rimase paralizzato a vita. .
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Pierluigi Torregiani lasciò moglie e tre figli.
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Il criminale e vigliacco attacco comunista fu rivendicato alcuni giorni dopo dai PAC, i Proletari Armati per il Comunismo.
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Insieme a Battisti, vennero condannati come autori materiali :
Sebastiano Masala (reo confesso), Gabriele Grimaldi, Giuseppe Memeo, Sante Fatone
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Fatone fu catturato nel 1984 dopo una latitanza che durava dal 1979, e arrestato dopo uno scontro a fuoco con i Carabinieri, dopo essere stato fermato a un posto di blocco mentre stava cercando di raggiungere la Francia.
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In seguito Sante Fatone divenne "collaboratore di giustizia".
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Nel volantino di rivendicazione per gli assassinii di Torregiani e di Sabbadin i terroristi comunisti scrissero arrogantemente  e dispregiativamente che “era stata posta fine alla loro squallida esistenza”.
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Sia Torregiani che Sabbadin avevano già subìto rapine e nel difendersi avevano provocato la morte dei rispettivi rapinatori.
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Per questo i PAC li definirono come “bottegai poliziotti che operano per la ripresa del comando capitalistico, attraverso la pratica di forme di violenza antiproletaria”, e li condannarono a morte.
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16 febbraio 1979, a Santa Maria di Sala (Venezia)

Lino Sabbadin
Omicidio di Lino Sabbadin, commerciante, titolare di negozio di macelleria.
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Due giovani entrarono nel suo negozio a Santa Maria di Sala poco dopo le 18, e dopo aver accertato l’identità di Sabbadin uno dei due terroristi gli sparò quattro colpi con una pistola calibro 7,65.
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Furono condannati :
Cesare Battisti , Diego Giacomini (reo confesso e autore materiale dell’omicidio), e Paola Filippi (che attendeva i complici in auto, per fuggire insieme dopo il delitto.)
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Il Giudice di Milano Pietro Forno ipotizzò il coinvolgimento di Sebastiano Masala, già coinvolto nella stessa giornata nell’uccisione di Torregiani (reo confesso), e lo condannò in quanto “ufficiale di collegamento” nella gestione contestuale dei due omicidi.
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19 aprile 1979, a Milano
Andrea Campagna
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Omicidio di Andrea Campagna, venticinquenne agente di Pubblica Sicurezza, in servizio presso la Digos milanese.
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Nacque a S. Andrea Apostolo dello Ionio il 18 agosto 1954.
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Al termine del suo turno di servizio fu avvicinato da uno sconosciuto in via Modica, mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura.
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Il commando comunista lo colpì con ben cinque colpi di pistola calibro 357 magnum, che lo raggiunsero al torace, in corrispondenza del cuore.
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Anche questo omicidio fu rivendicato dai PAC.
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Oltre a Cesare Battisti furono arrestati e condannati all’ergastolo : Claudio Lavazza, Paola Filippi, Luigi Bergamin, Gabriele Grimaldi.
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Nella rivendicazione i PAC definirono Campagna come “torturatore di proletari”, anche se in realtà l’agente svolgeva presso la DIGOS solo le mansioni di autista.
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La pericolosità sociale, la ferocia, e il dispregio per le Istituzioni, costituivano l’elemento comune e identificativo dei componenti dei PAC, che arrivarono anche ad assalire il carcere di Frosinone in cui era rinchiuso Cesare Battisti da due anni.
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Infatti nell’ottobre del 1981 Battisti fu liberato da un commando armato che fece irruzione nella struttura di sicurezza, riacquistando quella libertà da latitante di cui gode ancora oggi.
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Nel commando era presente anche una donna, che si rivelò poi essere la fidanzata di Battisti .
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Gli intellettuali della sinistra che si rifanno all’ideologia marxista, continuano intanto il loro lavoro decennale di professionisti della disinformazione, ventilando ipotesi di soluzioni politiche e non punitive per Battisti, come se non si trattasse di un volgare criminale comunista, sporco del sangue delle sue vittime, ma di un “esule” politico da tutelare.
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Nel 1997 l’Associazione “XXI° secolo” ha chiesto all’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro di emanare un provvedimento di indulto o di amnistia che riguardasse, appunto, gli esuli politici.
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Una subdola manovra, in perfetto stile comunista, già vista nel passato della Repubblica, come nel caso dei provvedimenti di “grazia” concessi da Presidenti italiani a criminali comunisti.
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Alcuni nomi ?
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SANDRO PERTINI , graziò i seguenti criminali comunisti (1978) :
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GIULIO PAGGIO (Assassino comunista della famigerata “volante rossa”).
9 omicidi, associazione a delinquere, detenzione di armi, sequestro di persona.
ERGASTOLO   -  graziato
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MARIO TOFFANIN (Assassino partigiano comunista della brigata “Osoppo”).

Assassino delle “Foibe”, omicidio continuato e aggravato, sequestro di persona, rapina aggravata, estorsione
ERGASTOLO - graziato

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FIORA MARIA PIRRI ARDIZZONE (“Pasionaria” comunista di “Prima Linea”)
Associazione sovversiva, attentato all’Università della Calabria, detenzione di armi.
Condannata a 9 anni e 8 mesi - Ne sconterà solo 7 grazie a Pertini che lo ha graziato.
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OSCAR LUIGI SCALFARO , graziò i seguenti criminali comunisti (1994) :
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BASCHIERI PAOLO (Brigate rosse).
Sequestro del Giudice Giovanni d’Urso.
16 anni di reclusione - graziato
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PANIZZARI GIORGIO (Brigate rosse - Nuclei Armati proletari).
Omicidio plurimo e rapina, sequestro.
ERGASTOLO - graziato dopo 26 anni.
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CERICA CLAUDIO (Brigate rosse - Autonomia Operaia).
Banda armata, associazione sovversiva, eversione.
Graziato
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GIOMMI CARLO (Brigate rosse).
Concorso in fatti di sangue.
ERGASTOLO - graziato
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MATURI PAOLA  (Brigate rosse).
Concorso in fatti di sangue, rapimento.
22 anni di reclusione - graziata
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VENTURA MARINELLA  (Brigate rosse).
Fiancheggiatrice in fatti di sangue  -  graziata
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VILLIMBURGO MANUELA (Brigate rosse)
Condannata nell'ambito del processo "Moro bis"-  graziata
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CARLO AZEGLIO CIAMPI , graziò i seguenti criminali comunisti (1999) :

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DOMENICO PITTELLA (Brigate rosse).
Associazione sovversiva, banda armata, "Moro ter".
Graziato  -  (grazia parziale di un terzo della pena)
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GIORGIO NAPOLITANO, graziò i seguenti criminali comunisti :
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OVIDIO BOMPRESSI (Lotta Continua).
Omicidio.
22 anni di reclusione  -  Graziato

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GIUSEPPE SARAGAT , graziò i seguenti criminali comunisti :
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FRANCESCO MORANINO (Assassino partigiano comunista).
Strage, omicidio plurimo continuato e aggravato, occultamento di cadavere.
ERGASTOLO  -  Graziato 


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Dopo questi esempi, e dopo che in tempi recenti alcuni pseudo intellettuali della sinistra hanno invitato il brigatista assassino e comunista Renato Curcio a tenere un discorso all’Università, non mi meraviglierei se a Battisti fosse data una patente di “verginità” in virtù della quale il criminale comunista potrebbe essere considerato alla stregua dei suoi predecessori “graziati” dai vari Presidenti.
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Una vergogna tutta all’italiana, frutto della disinformazione comunista o post tale, dell’inciucio politico e del dispregio verso le vittime del male comunista che ancora oggi continua a falsare la realtà.

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Cesare Battisti, così come gli elemti criminali sopra descritti e graziati, non sono altro che feccia dell’umanità, a prescindere dal fatto che abbiano goduto, non si sa perché, della benevolenza dei capi di Stato italiani …

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Chissà ... forse anche loro (i Presidenti) hanno rigurgiti intellettuali legati al pensiero di Marx ...
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Dissenso
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