giovedì 8 novembre 2018

LA CADUTA DEL MURO

Il famigerato “Muro di Berlino”, denominato in lingua tedesca come Berliner Mauer oppure con il termine preferito dai comunisti di Antifaschistischer Schutzwall  (Barriera di protezione antifascista) non era in realtà un semplice Muro ma un vero e proprio sistema di imbrigliamento obbligato per chiunque vivesse al suo interno.
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Il muro fu eretto il 13 agosto 1961 dal Governo comunista della Germania Est (Repubblica Democratica Tedesca), soggiogata e comandata dall’Unione Sovietica, allo scopo di impedire la libera circolazione con le persone provenienti dall’area della Germania Ovest denominata anche “Bundesrepublik Deutschand” o Repubblica Federale di Germania.
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Il termine “Repubblica democratica” di cui si è appropriato il sistema politico comunista, in realtà è solo una delle tante menzogne che da sempre accompagnano le dittature marxiste, poiché tali sistemi politici si basano sull’uso della violenza e della forza contro le masse popolari inermi.
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Berlino ovest : una enclave all'interno di Berlino Est e della Germania comunista
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Nulla di democratico quindi, ma una vera e propria opera coercitiva il cui momento più rappresentativo fu rappresentato dalla costruzione di un muro.
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La costruzione, composta da da due muri paralleli di cemento armato e fortificati, separati da una fascia di terreno denominata “striscia della morte” larga alcune decine di metri, ha circondato Berlino Ovest, dividendo in due la città per ben 28 anni, fino al al 9 novembre 1989.
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Durante questo periodo l’oppressione comunista punì con la morte chiunque tentasse di scappare al di là del muro.
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Il servizio segreto comunista russo, il tristemente famoso KGB, sparò ad almeno 133 persone che cercavano di superare il muro alla ricerca di libertà, uccidendole spietatamente.
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A quel tempo c'era un ufficiale russo, membro dei servizi segreti di stanza proprio a Berlino est, il quale faceva parte dei criminali assassini che sparavano oppure ordinavano di sparare alle sventurate vittime del loro odio, un tenente colonnello di nome Vladimir Putin, che sarebbe poi diventato un feroce e spietato dittatore nel nuovo ordinamento politico in Russia.
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La menzogna e la disinformazione sono gli elementi comuni ai vari partiti comunisti occidentali, in primis quello italiano e quello francese, con cui gli imbonitori marxisti, camuffati e metamorfizzati da pseudo intellettuali, hanno scientemente e colpevolmente nascosto il modus operandi dei regimi comunisti russo o cinese, compreso anche quello adottato nella Germania est, caratterizzati tutti da morte, sangue, distruzione, tortura, spersonalizzazione dell’individuo, deportazione e disprezzo dei diritti umani.
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Il “modello” sovietico basato sull’uso della violenza e della sovversione armata rivoluzionaria è stato ripreso senza mezzi termini dai seguaci della falce e martello anche in Italia, che nel biennio 1919 –1920 hanno condotto il Paese sull’orlo di una cruenta guerra civile.
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Carri armati sovietici a Berlino est
Link all’articolo sull’argomento :
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Uno degli scopi del comunismo è la cosiddetta dittatura del proletariato, che in realtà si risolve in una enorme bufala di portata storica, poiché nei Paesi comunisti la dittatura è sì presente, ma rivolta contro il proletariato e non gestita da esso.
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I politicanti comunisti burocrati e assassini, in realtà, gestiscono le masse secondo gerarchie che non lasciano alcuno spazio a qualunque tipo di democrazia popolare, ma anzi sfogando su di loro la violenza auspicata continuamente negli scritti di Marx.
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Il Muro di Berlino ha ben rappresentato in terra d’Europa questo scenario, seguendo un disegno già sperimentato in Unione Sovietica, in Cina, in Cambogia e nella Corea del Nord.
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In ognuno di questi paesi si contano a milioni le vittime del comunismo, ma oggi è finalmente possibile gridare questa verità, tenuta nascosta per decenni da criminali del calibro di Palmiro Togliatti o Sandro Pertini oppure dagli assassini partigiani della falce e martello.
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Berlino ovest, in pratica, è stata ridotta ad enclave in territorio comunista, separando le famiglie e le persone, il cui desiderio di riunirsi è stato calpestato da divieti letali.
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In un dossier del servizio segreto della Germania Est datato 1973 si legge :
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Non esitate ad adoperare le vostre armi, anche se a tentare di violare il confine sono donne e bambini”.
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Molti cittadini hanno escogitato il modo per scappare dal comunismo, ideando modalità fantasiose e diverse, di cui ne cito alcune ad esempio :
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■  Nel dicembre 1961, Harry Deterling, un ingegnere ferroviario, utilizzò un binario in disuso ma ancora utilizzabile, per fuggire insieme alla famiglia e ai propri amici a bordo di un treno da lui guidato, e lanciandolo a tutta velocità in direzione Berlino Ovest, travolgendo le guardie di frontiera.
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Il giorno successivo la tratta ferroviaria fu smantellata dal regime comunista.
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La massima estensione territoriale dell'egemonia comunista sovietica (1959-1961)

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■  Nel 1961 Wolfang Engels, uno dei soldati che avevano contribuito ad erigere il Muro di Berlino decise di pianificare la propria fuga.
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Il 16 aprile 1963 si impossessò di un carro armato della Germania Est e si diresse a tutta velocità contro la barriera di cemento armato, nel tentativo di sfondarla, ma il mezzo non riuscì nell’intento.
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Engels tentò quindi la fuga uscendo dal mezzo corazzato e cercando di arrampicarsi sul muro ma sfortunatamente rimase impigliato nel filo spinato e sotto il fuoco dei cecchini comunisti che lo colpirono per ben due volte.
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Dall’altra parte del Muro alcuni cittadini di Berlino Ovest che stavano bevendo in un bar, intervenirono e lo aiutarono a divincolarsi dal filo spinato e a calarsi giù dal muro, ferito e svenuto.
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Engels riprese conoscenza sul bancone del bar e vedendo le etichette occidentali sulle bottiglie di alcoolici  capì di avercela fatta.
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■  Il 5 maggio del 1963 Heinz Meixner, un austriaco che lavorava a Berlino est decise di oltrepassare il famigerato Checkpoint Charlie insieme alla ragazza di cui si era innamorato e alla sua futura suocera, che erano acquattate nel sedile posteriore. >
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Heinz era alla guida di una convertibile a noleggio, a cui aveva asportato il parabrezza e a cui aveva sgonfiato parzialmente i pneumatici, così quando arrivò vicino al punto in cui avrebbe dovuto fermarsi per l’ispezione del veicolo, accelerò abbassandosi e passò a tutta velocità sotto le sbarre della barriera, verso Berlino Ovest.
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■  Hartmut Richter è un vero eroe, e vi spiego il perché.

Nel 1966, diciottenne, Hartmut scappò dal comunismo nuotando per ore lungo il canale di Teltow, sfuggendo alle guardie di confine della Germania Orientale.
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Il percorso, lungo e spossante, fu complicato da un cigno che lo aggredì, e dal latrare di cani lungo la riva a causa dei quali doveva nuotare sott’acqua.
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Alla fine riuscì a raggiungere Belrino Ovest esausto e infreddolito, svenendo sulla riva del canale ma in salvo.
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Checkpoint a Berlino Est

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Qualche anno dopo decise di tornare nella Germania dell’Est per far espatriare i suoi amici nascondendoli nel portabagagli dell’auto, riuscendo a metterne in salvo più di trenta persone.
Nel 1976 fu catturato dalla polizia comunista e condannato a quindici anni di reclusione, ma le autorità della Germania Ocidentale riuscirono ad ottenere la sua liberazione dopo quattro anni di carcere.
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■  Ingo Bethke era una Guardia di confine della Germania Est lungo un tratto del fiume Elba, di cui aveva acquisito una certa familiarità. >
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Nel 1975 decise di scappare insieme ad un amico e dopo aver superato una recinzione ed un campo minato i due attraversarono il fiume remando silenziosamente su un materassino gonfiabile, fino a raggiungere la libertà. 

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La libertà è proprio ciò che manca nei regimi comunisti, da sempre, fin dalla loro nascita, anzi si può affermare che l’embrione stesso del marxismo è l’antitesi stessa del liberalismo e del libero dialogo, del confronto dialettico e dell’interscambio culturale, riducendosi in sintesi a falsità e violenza.
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A riprova di questa affermazione ricordo a chi legge che in occasione della rivoluzione ungherese del 1956, in cui l’intera popolazione magiara si ribellò alla prepotenza bolscevica, fu lo stesso Togliatti a sollecitare i sovietici ad intervenire militarmente per soffocare la rivolta.
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Ricordo inoltre che il 25 aprile, in cui si festeggia la cosiddetta “liberazione” in Italia, è stato fagocitato dai comunisti come se gli interventi dei partigiani comunisti fossero stati quelli risolutori per le sorti della “liberazione” stessa.
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In realtà i partigiani comunisti possono essere definiti come gruppi di assassini feroci e assetati di odio e di sangue, per essersi nutriti del sangue di fratelli italiani e di aver innescato nel corso della guerra le molte rappresaglie delle truppe tedesche contro i civili, pratica quella della rappresaglia di uso comune e perfettamente legale (anche se deprecabile) in tempo di guerra.
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L’odio comunista di partigiani e comunisti assassini si è palesato in Italia anche a guerra finita, ad armi deposte, con uno stillicidio di omicidi e stragi, con l’assistenza e la protezione da parte delle istituzioni, del partito comunista e di personaggi come Dario Fo o Giangiacomo Feltrinelli, patrocinatori dei terroristi comunisti.
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Il Muro di Berlino è, e rimarrà sempre, un emblema della violenza comunista, innegabile e palese.
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Da quando è stato abbattuto, 29 anni fa, insieme al comunismo, la Germania si è liberata di una dittatura peggiore di quella nazista con cui il comunismo pare abbia  molti elementi in comune.
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1989 - Berlino festeggia la fine del Muro


Non a caso Winston Churchill dopo la morte di Hitler, riferendosi a Stalin,  pronunciò la famosa frase :
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Forse abbiamo ucciso il maiale sbagliato !
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Allego un elenco di LINK ai miei precedenti articoli sul Muro di Berlino :
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Ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino
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Il Muro di Berlino
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I prodromi del comunismo e il Muro di Berlino
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9 novembre 1989 - 9 novembre 2014 - Venticinque anni senza Muro di Berlino 
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XXV° anniversario della caduta del Muro di Berlino
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I muri del comunismo
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Dissenso 
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