sabato 11 novembre 2017

I MURI DEL COMUNISMO


Il giorno 9 del mese di novembre è stato l’anniversario della caduta di quell’orrendo abominio voluto dai russi in territorio tedesco che prese il nome di “Muro di Berlino”, attraverso cui il comunismo imprigionò le popolazioni della Germania est sotto il giogo di una feroce dittatura.
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Dal 13 agosto 1961, anno in cui fu improvvisamente eretto il Muro, tutti coloro che risiedevano nella parte est della città di Berlino si trovarono ad essere privati della libertà di movimento, e assoggettati alle rigide imposizioni della dittatura comunista.
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Furono innalzati reticolati di filo spinato, cavalli di frisia, e i territori che delimitavano il confine vennero minati e sottoposti a pattugliamento armato.
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Tutti coloro che provarono ad oltrepassare tale linea di demarcazione, che separava la zona comunista da quella libera e democratica dell’occidente, vennero spietatamente colpiti dalle raffiche di mitragliatrice che le guardie comuniste non esitavano a sparare, nonostante si trattasse di persone inermi e disarmate.
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Il Muro fu eretto da coloro che parteciparono al banchetto dei vincitori nell’ultima guerra mondiale, presentandosi prima come eroi della guerra di liberazione, poi fagocitando i territori e la popolazione dei territori “liberati”.
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Fumo negli occhi dunque …
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Altro che liberatori !
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D’altra parte era prevedibile, dato che i comunisti russi avevano già dato prova di un modus operandi basato sulla sopraffazione e sulla violenza.
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Il Patto Molotov – Ribbentropp sulla spartizione della Polonia e dei territori dell’Europa orientale ne è la prova.
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Hitler e Stalin alleati nella deportazione e nel genocidio di popolazioni inermi !
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Quando si celebra la cosiddetta “Festa della liberazione”,  il 25 aprile di ogni anno, si evita accuratamente di parlare di tutto ciò, come a voler nascondere sotto il tappeto i misfatti del comunismo.
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Sarebbe giusto che la Presidenta della Camera Laura Boldrini, insieme agli altri componenti della famigerata “Banda dei quattro” che sta distruggendo l'Italia, e cioè Paolo Gentiloni, Emanuele Fiano, e Sergio Mattarella, organizzasse delle visite commemorative nella ex Germania comunista, per visitare i luoghi dell’orrore senza fine della falce e martello, anziché proclamare incessantemente il suo amore per i partigiani.
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Le milizie comuniste note col il nome di Vopos (dalla contrazione del termine Volkspolizei, o Polizia popolare) costituivano il braccio armato con cui il regime controllava tutto il confine del territorio arbitrariamente annesso al potere sovietico, ed erano delegate alle operazioni di repressione militare su chiunque osasse scappare dal “paradiso” comunista.
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Secondo i dati riportati dall’Associazione Arbeitsgemeinschaft 13 August, che gestisce il Museo del Checkpoint Charlie, le vittime raggiungono il numero di 245 unità.
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Il checkpoint Charlie era il posto di blocco situato tra il settore sovietico e quello statunitense, attraverso cui ebbero luogo alcune fughe spettacolari dalla DDR (repubblica Democratica Tedesca, o Germania Est).
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Oggi gli eredi poli-metamorfizzati del retaggio pseudo culturale legato al comunismo continuano ad inneggiare a personaggi ambigui e criminali che ne hanno fatto parte nel passato recente della Storia italiana, come ad esempio Togliatti.
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Togliatti, a capo del PCI, dipendeva economicamente dalle sovvenzioni che Mosca elargiva generosamente con flussi costanti di denaro, e taceva sulle politiche di aggressione e sui crimini commessi dal comunismo contro l’umanità, in cambio del denaro, proprio come Giuda.
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Oggi gli schieramenti delle sinistre che si rifanno agli stereotipi propri di un post comunismo becero, estemporaneo, e comunque simbiotico con i princìpi fondamentali del marxismo, inneggiano ad una Europa unita, sotto la spinta iniziale delle politiche fallimentari di un pernicioso ed inutile Romano Prodi.
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Fumo negli occhi !
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Proprio coloro che stavano dalla parte di chi privava le popolazioni della libertà, uccidendo gli oppositori, devastando le civiltà residenti o deportando le etnie di interi gruppi sociali, usando la violenza come mezzo principe di affermazione, ebbene, proprio costoro ora si affannano a volere una Europa unita …
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Chissà quale può essere il fine ultimo che guida le menti malate di questi invasati della politica, che vorrebbero estirpare le singole identità nazionali e distruggere le tradizioni, se non quello di massificare l’intera popolazione europea e renderla simile ad un grande gregge di pecore, manipolabile e controllabile, sotto la guida dei poteri forti, quelli economici, con cui la sinistra europea ha stretto da tempo un patto di collaborazione reciproca.
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La sinistra ha eretto altri muri, non visibili fisicamente, ma percepibili negli effetti catastrofici che li caratterizzano.
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E’ il caso della cosiddetta “accoglienza” dei clandestini, attraverso cui le cooperative e le società che partecipano alla grande abbuffata si spartiscono i finanziamenti europei, speculando sulla pelle di derelitti e miserabili provenienti dall’Africa e dal medio oriente.
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Il muro dell’intolleranza, che ciclicamente la sinistra ci propone, è ben rappresentato dal braccio armato e comunista che ancora oggi tiene in ostaggio interi settori della società civile nelle maggiori città italiane, come Bologna.
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I centri sociali e tutti i gruppi di emarginati violenti che costituiscono i beniamini della sinistra vengono lasciati sopravvivere ad arte, in uno stato di torpore latente, salvo poi riesumarli all’occorrenza, come quando si deve impedire a Matteo Salvini, leader della Lega, di parlare in pubblico.
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Ecco che allora si mette a ferro e fuoco la civile Bologna, si bruciano auto, si picchiano i poliziotti, si espropriano proprietà pubbliche e private, e si compiono vandalismi al grido di “antifa” !
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Naturalmente poi la sinistra, quella istituzionale, provvede a prendere le distanze dagli episodi di violenza e dall’illegalità delle loro azioni, salvo poi dare loro in concessione degli stabili e delle locazioni per poter continuare a sopravvivere.
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La Magistratura provvede poi ad assolvere questi delinquenti da qualsiasi accusa, lasciando i responsabili della guerriglia urbana liberi di continuare a delinquere.
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Tutto ciò avviene da decenni, come nel caso dell’occupazione dell’aula C di Scienze politiche dell’Università di Bologna, che un gruppo anarchico ha potuto occupare per ben vent’anni, indisturbato e senza che alcuna autorità obiettasse alcunchè.
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Bologna ostaggio del comunismo, a cui questi criminali inneggiano apertamente, come se esserlo costituisse un vanto e non una vergogna.
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Un vero e proprio muro, edificato all’ombra delle “Due Torri”, con la complicità palese ed evidente di chi dovrebbe invece garantire a democrazia.
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L’intera Europa è soggetta a questo trend, a questa impostazione socio politica, in cui le sinistre spadroneggiano ed usano i muri (invisibili fisicamente ma sempre presenti), per imporre ad una popolazione sempre più massificata i dictat ricevuti dalle Banche e dagli speculatori economici da cui prendono ordini e pagamenti.
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Comunismo e capitalismo, i due estremi che si sono oggi fusi in un devastante incedere di regressione umanitaria, in spregio alle libertà e ai diritti civili, come dimostra l’exploit economico finanziario della Cina, paese comunista e capitalista !
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Commemoriamo dunque la caduta del Muro di Berlino, senza però abbassare la guardia, e combattendo contro la nascita di nuovi muri, sempre e comunque comunisti.
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Dissenso
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