sabato 23 giugno 2018

Traditore della Patria : il comunista Palmiro Togliatti


Oramai il sipario è caduto !
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Colui che ancora oggi viene definito “il Migliore” da schiere di petulanti quanto nostalgici e fanatici del comunismo, è invece classificabile (senza timore di smentita) come traditore della Patria !
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Già nel casellario fascista Togliatti era indicato come Comunista pericoloso.
Infatti, mentre il rosso Palmiro sedeva sugli scranni parlamentari della Repubblica Italiana, contemporaneamente perseguiva subdolamente finalità politiche care al “Congresso” moscovita sovietico e a Stalin, da cui prendeva direttamente ordini e soldi.
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Togliatti, traditore e vigliacco, così facendo illudeva, o tentava di farlo, le masse popolari che guardavano a lui con fiducia, carpendone l’intima essenza.
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La menzogna, l’ipocrisia, e l’ambiguità politica, insieme ad una malcelata ferocia, hanno contraddistinto infatti il comunista Togliatti, collocandolo senza alcun dubbio storico come nemico del popolo italiano e come traditore della Patria.
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Togliatti, sulle rive del Volga
La ferocia cui accennavo, è facilmente riscontrabile nei suoi atti, tutti documentati, nei quali si scopre il suo ruolo attivo nella deportazione di molti comunisti italiani esuli in Russia, di cui egli ha caldeggiato personalmente la condanna, oppure nel suo coinvolgimento negli eccidi delle foibe, dando il via libera ai suoi partigiani rossi per una piena collaborazione con quelli titini, spietati esecutori delle stragi etniche di italiani nei territori carsici.
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Il Migliore”, che non esiterei a ribattezzare “il Peggio del Peggio”, ha da sempre contribuito a consolidare le politiche mistificatorie di Stalin e del Kominform, allo scopo di indirizzare la società occidentale verso una visione politica in chiave antiamericana, antimperialista, e antiebraica.
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Per ottenere questo risultato Togliatti non ha esitato a mobilitare interi strati sociali, non solo italiani, sobillandoli e canalizzandoli verso una protesta organizzata e pianificata sotto l’egida della organizzazione internazionale dei “Partigiani della Pace”, fortemente voluta da Stalin e proseguita dagli pseudo intellettualoidi dell’universo sinistroide mondiale.
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La cosiddetta “Lotta per la Pace” in realtà aveva lo scopo di standardizzare concetti ben precisi per farne un riferimento di univoca simbiosi sintattica, del tipo :
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America = guerra, patto atlantico = guerra, America = imperialismo = sionismo = guerra.
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Manifesto cattolico contro i cosiddetti "Partigiani della Pace"
Togliatti, come n° 2 del Komintern garantiva a Stalin, non solo per quanto riguarda l’Italia, la mobilitazione delle masse operaie, fagocitate, plasmate e irretite da attivisti e propagandisti di professione, addestrati a tale scopo.
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La subdola ferocia di Togliatti, incurante del reale bisogno e degli interessi del popolo italiano, si prostituiva in ogni modo alla volontà di Stalin, arrivando anche ad ipotizzare durante il suo ruolo di Parlamentare e deputato del PCI (spalleggiato da Sandro Pertini, che sarebbe poi diventato Presidente della repubblica Italiano) un eventuale fiancheggiamento all’esercito sovietico nel caso (da loro ipotizzato) di aggressione americana.
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Pertini, nella sua enfasi comunista andò anche oltre, dichiarando testualmente:
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In nessuna circostanza, neppure in caso di occupazione, i lavoratori devono ricorrere alle armi contro l’URSS.”
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In un suo discorso alla Camera dei deputati Pertini proclamò inoltre :
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... noi ci batteremo sempre per la Pace, ma nel caso che dovesse verificarsi un conflitto, il nostro posto è già scelto : sarebbe a fianco del mondo del lavoro rappresentato  dall’Urss”.
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Una vera e propria dichiarazione di servitù e di vassallaggio verso il “faro” di riferimento, non solo ideologico, a cui aspiravano i comunisti italiani, Togliatti in testa.
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Il tradimento di personaggi come Togliatti, Pertini, Napolitano, Cossutta, tanto per citarne alcuni, è palese e davanti agli occhi di tutti, così come il loro comunismo feroce e partigiano, pronto a schierarsi a favore dell’invasione russa dell’Ungheria o solidale con l’Armata Rossa durante la repressione della Primavera di Praga.
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Personaggi, questi, di infima levatura morale, da considerare alla stregua di carnefici, poiché complici di Stalin, e caratterizzati dal loro disprezzo per i diritti umani.
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La Storia, nel suo annoso percorso, dichiarerà la responsabilità di Togliatti, nonostante i quotidiani tentativi, ancora oggi, di mistificarne la portata.
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A pieno titolo quindi Palmiro Togliatti può essere classificato tra i criminali comunisti, insieme a Stalin, Lenin e molti altri feroci personaggi, con buona pace di chi li sostiene, come i seguaci del PD.
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Dissenso
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