martedì 17 luglio 2018

Comunismo cinese e dissidenza : LIAO YIWU


Liao Yiwu
Noto anche come Lao Wei, LIAO YIWU è nato a Sichuan, una provincia nel sud ovest della Cina, il 16 giugno 1958.
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E’ un autore, poeta, reporter, e musicista cinese che è stato imprigionato per aver espresso critiche nei confronti del regime comunista.
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Durante gli anni della carestia indotta da Mao Tse Tung (il criminale comunista cinese che ha causato decine di milioni di vittime, dal 1959 al 1961), Lyao ha sofferto di edema ed è stato sul punto di morire.
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Nel 1966, durante la Rivoluzione culturale portata avanti dal gruppo criminale cinese composto dalla Banda dei quattro, (la famigerata moglie di Mao Tse Tung (Jang Qing), Zhang Chunqiao, Yao Wenyuan, e Wang Hongwen) con la supervisione di Mao stesso, il padre di Lyao fu etichettato come controrivoluzionario.
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Anche la madre fu arrestata per aver tentato di vendere tagliandi emessi dal governo sul mercato nero.
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Dopo il liceo Liao iniziò a comporre poesie, che gli vennero pubblicate su riviste letterarie, e fu addirittura notato dal Ministero della Cultura cinese che iniziò a retribuirlo come scrittore di Stato.
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Nel 1989 però due periodici pubblicarono un paio di poemi di Liao, “La città gialla” e “Idolo”, in cui l’autore criticava il sistema, definendolo paralizzato e corroso da un cancro collettivo.
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Il regime comunista considerò tali poemi come anticomunisti e lo arrestò, dopo aver perquisito la sua abitazione.
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Nel giugno 1989, fu testimone delle proteste e delle dimostrazioni degli studenti a Pechino contro il regime comunista, e della conseguente repressione del Partito che assunse i toni di vero e proprio massacro.
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In questo contesto le truppe governative e i mezzi corazzati massacrarono oltre 10.000 civili, molti dei quali furono stritolati sotto i cingoli dei carri armati a Piazza Tienanmen.
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Liao compose un lungo poema intitolato “Massacro” ma sapendo che non sarebbe mai stato pubblicato fece un’audiocassetta recitandolo.
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La reazione del regime non si fece attendere.
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Nel febbraio 1990 furono arrestati sia lui che sua moglie, nonostante il fatto che fosse incinta, e sei dei suoi amici.
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Liao fu condannato a 4 anni ed inserito nella lista nera permanente del governo comunista cinese per aver rivelato il “lato oscuro” del Partito Comunista Cinese.
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Schiacciati dai carri armati comunisti cinesi a Tienanmen

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Durante la detenzione Liao fu sottoposto a punizioni e torture tali da subìre crolli mentali, arrivando a ben due tentativi di suicidio.
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In detenzione Liao intervistò numerosi prigionieri sulle loro vite, mentre da un anziano monaco imparò a suonare uno strumento di bambù simile ad un flauto, chiamato xiao.
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Quando fu rilasciato dal carcere fu abbandonato sia dalla moglie che dai figli e dai suoi amici.
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Visse come un musicista di strada senza fissa dimora a Chengdu, raccogliendo storie e interviste.
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In questo periodo scrisse  Testimonianze” relativo al periodo della detenzione.
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Nel 1998 compilò una antologia di poesie degli anni ’70 di autori dissidenti cinesi.
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Nel 2001 a Taiwan pubblicò le sue “Interviste” raccolte in più volumi, nei quali sono riunite interviste, appunto, con persone degli strati più bassi della società cinese e con individui che vivevano al margine della legalità, spaziando "da imbroglioni a fuorilegge, artisti di strada, rinnegati e handicappati fisici, a chi si occupa di rifiuti umani, artisti e sciamani, persino cannibali".
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I suoi libri sono stati tradotti in inglese, francese, tedesco, polacco, e ceco, ma sono tuttora vietati nella Repubblica Popolare Cinese.
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Nel 2008 è stato firmatario di Charta 08 redatta dal suo amico Liu Xiaobo (deceduto lo scorso 17 luglio 2017).
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Sempre nel 2008 dopo il terremoto del Sichuan si recò nelle zone del sisma per intervistare i sopravvissuti che combattevano i funzionari corrotti e pubblicò questo materiale nel 2009 ad Hong Kong
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Nel 2010 dopo aver scritto una lettera aperta al Cancelliere tedesco Angela Mekel ottenne il permesso di espatriare per la prima volta e recarsi in Germania, dove visitò Amburgo, Berlino e Colonia, ospite di festival letterari ed eventi.
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Il 4 giugno a Berlino partecipò al “Festival della letteratura” durante il quale si commemoravano le vittime di Piazza Tienanmen in nome dei diritti umani.
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Al suo rientro in Cina fu sottoposto a continui controlli e il 28 marzo 2011 la Polizia emise una nuova ordinanza che gli vietava l’espatrio.
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Il 6 luglio 2011 Liao riuscì ugualmente ad espatriare e ad arrivare in Germania, attraversando il confine con il Vietnam.
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Propongo di seguito la lettura della poesia “Massacro”, scritta da Liao Yiwu nel giugno del 1989 per denunciare il massacro di Piazza Tienanmen.
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La poesia è tratta dal libro edito da Mondadori nel 2015 :

Un canto, cento canti : La mia storia nelle prigioni cinesi.
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E un altro tipo di massacro avviene nel cuore dell’utopia

Il primo ministro prende un raffreddore, e il popolo deve tossire;

si dichiara la legge marziale

più e più volte.

La macchina senza denti dello Stato rotola verso coloro che hanno il coraggio di resistere alla malattia.

Teppisti disarmati cadono a migliaia; killer professionisti coperti di ferro nuotano in un mare di sangue, accendono fuochi sotto finestre ermeticamente chiuse, puliscono gli stivali d’ordinanza con le gonne delle ragazze morte.

Sono incapaci di tremare.

Questi robot senza cuore sono incapaci di tremare !

I loro cervelli elettronici possiedono un unico programma : un documento ufficiale pieno di buchi.

In nome della Patria, massacrare la costituzione !

Cambiare la costituzione, massacrare la giustizia !

In nome delle madri, strangolare i figli !

In nome dei figli, sodomizzare i padri !

In nome delle mogli, uccidere i mariti !

In nome dei cittadini, bombardare le città !

Aprite il fuoco ! Fuoco !

Sui vecchi !

Sui bambini !

Aprite il fuoco sulle donne !

Su studenti. Lavoratori. Insegnanti.

Aprite il fuoco sui venditori ambulanti !

Aprite il fuoco! Mitragliate !

Prendete di mira quelle facce irose.

Facce terrorizzate.

Facce stravolte.

Svuotate i caricatori sulle facce disperate e pacifiche !

Sparate su quello che avete nel cuore !

Quelle facce che avanzano come una marea e l’istante dopo sono morte sono così belle !

Quelle facce che salgono al cielo e scendono all’inferno sono così belle !

Belle.
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Una bellezza che muta gli uomini in strane belve !

Una bellezza che spinge gli uomini a devastare, calunniare, dominare, depredare !

Fatela finita con la bellezza !

Fatela finita con i fiori !

I boschi. Le università. L’amore.

Chitarre e aria pura !

Basta con queste idee che inducono in errore !

Aprite il fuoco! Mitragliate! Com’è bello !

Come farsi una canna.

Andare al cesso.

Tornare in caserma e scoparsi la vecchia !

Aprite il fuoco! Da tutte le canne! Mitragliate! Che bello! Com’è bello !

Sfondategli il cranio !

Il cuoio capelluto deve diventare cenere !

Fategli esplodere il cervello ! Esplodere l’anima.

Che schizzino sul cavalcavia. La portineria. I parapetti.

Schizzino sulla strada !

Schizzino verso il cielo dove diventeranno stelle !

Stelle in fuga !

Stelle con due gambe umane !

Cielo e terra si sono scambiati di posto.

L’umanità porta cappelli luminosi, splendenti.

Luminosi, splendenti elmetti di metallo.

Un drappello di soldati viene alla carica dalla luna.

Aprite il fuoco ! Da tutte le canne ! Mitragliate ! Com’è bello !

L’umanità e le stelle cadono.

Fuggono insieme.

Impossibile distinguerle.

Dategli la caccia nelle nuvole !

Dategli la caccia nelle fenditure della terra e nella loro carne e fatele fuori !

Aprite un altro buco nell’anima !

Aprite un altro buco nelle stelle !

Anime con camicie rosse !

Anime con cinture bianche! Anime con scarpe da corsa che fanno ginnastica alla radio !

Dove credete di poter scappare ?

Vi scaveremo fuori dal fango.

Vi strapperemo fuori dalla carne.

Vi tireremo fuori dall’aria e dall’acqua.

Aprite il fuoco! Mitragliate! Che bello! Com’è bello !

Il massacro avviene in tre mondi.

Sulle ali degli uccelli.

Nella pancia dei pesci.

Nella polvere sottile.

In innumerevoli organismi viventi.

Saltare! Ululare! Volare! Correre !

Com’è bella la libertà !

Com’è bello far fuori la libertà !

Il potere trionferà per sempre.

Si tramanderà di generazione in generazione per sempre.

Anche la libertà tornerà dal regno dei morti.

Tornerà alla vita generazione dopo generazione.

Come la luce fioca poco prima dell’alba.

No. Non c’è nessuna luce.

Nel cuore dell’utopia non può mai esserci luce.

I nostri cuori sono neri come la pece.

Neri e incandescenti.

Come inceneritori di cadaveri.
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Una traccia dei fantasmi dei morti bruciati.
Noi esistiamo.

Il governo che ci domina esiste.

La luce del giorno giunge in fretta.

Com’è bello.

I macellai continuano a sbraitare !

Bambini. Bambini, i vostri corpi tutti freddi.

Bambini, le vostre mani che afferrano pietre.

Andiamo a casa.

Fratelli e sorelle, i vostri corpi sparsi come rifiuti sulla terra.

Andiamo a casa.

Camminiamo senza far rumore.

Camminiamo un metro sopra la terra.

Sempre avanti, dev’esserci un posto per riposare.

Dev’esserci un posto dove non si sentono spari ed esplosioni.

Abbiamo così voglia di nasconderci in un filo d’erba.

In una foglia.

Zio. Zia. Nonno. Nonna. Papà. Mamma.

Quanto manca ancora a casa ?

Noi non abbiamo una casa.

Lo sanno tutti.

I cinesi non hanno nessuna casa.

La casa è un desiderio confortante.

Lasciateci morire in questo desiderio.

APRITE IL FUOCO, MITRAGLIATE, FUOCO !

Lasciateci morire in libertà.

Giustizia. Uguaglianza. Amore universale.

Pace, in questi vaghi desideri.

In piedi all’orizzonte.

Chiamiamo altri vivi alla morte !

Piove.
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Non so se è pioggia o cenere trasparente.

Corri veloce, mamma !

Corri veloce, figlio !

Corri veloce, fratello maggiore !

Corri veloce, fratellino !

I macellai non mollano.

S’avvicina un giorno ancora più terribile.

APRITE IL FUOCO! MITRAGLIATE ! FUOCO ! CHE BELLO ! COM’È BELLO !…

Piangete piangete piangete piangetepiangetepiangetepiangetepiangetepiangete

Finché non siete ancora circondati e annientati, finché ancora vi resta la forza per succhiare il latte, piangetepiangetepiangete.

Che i vostri singhiozzi si liberino di voi, si fondano in radio, televisione, radar diano ripetuta testimonianza del Massacro

Che i vostri singhiozzi si liberino di voi, si fondano in vita vegetale, vita semivegetale e microrganismi, sboccino in fiore dopo fiore, anno dopo anno piangendo i morti, piangendo voi stessi.

Che i vostri singhiozzi siano deformati, stravolti, annichiliti dal tumulto della sacrosanta battaglia.

I macellai vengono dall’est della città, dall’ovest della città, dal sud e dal nord della città.

Elmi di metallo brillano alla luce. Stanno cantando…

Putrida, soffocante estate, persone e fantasmi cantano…

Non andate a est, non andate a ovest, non andate a sud né a nord.

Siamo in piena luce ma tutti sono ciechi.

Siamo su una grande strada ma nessuno sa camminare.

Siamo in mezzo al fracasso ma tutti sono muti.

Abbiamo caldo e sete ma nessuno vuole bere.
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Gente che non capisce niente dei tempi, gente nella calamità, gente che complotta per abbattere il sole. Potete solo piangere, state ancora piangendo, piangetepiangetepiangetepiangete ! PIANGETEPIANGETE ! PIANGETE !

Siete stati soffocati a morte, bruciati a morte, tutto il vostro corpo è in fiamme!

Eppure piangete.

Salite sul palco e recitate una farsa, venite fatti sfilare davanti alla folla per le strade, eppure piangete.

I vostri occhi esplodono, bruciano la folla che vi circonda, eppure voi piangete.

Offrite una taglia su voi stessi, vi scoprite, dite che avete avuto torto, quest’epoca maledetta è tutta sbagliata !

Eppure piangete.

Siete schiacciati e diventate una polpetta, piangete.

Da polpetta siete calpestati e diventate carne macinata, piangete.

Un cane lecca la carne macinata, piangete nella pancia di un cane !


PIANGETE ! PIANGETE ! PIANGETE !


In questo massacro senza precedenti nella storia solo la progenie dei cani può sopravvivere.
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Dissenso
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